Shoah, Forlì e Co., Pd e Italia Viva chiedono posa “pietre d’inciampo”

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(Sesto Potere) – Forlì – 27 gennaio 2021 – Oggi, Giorno della Memoria e a vent’anni dalla istituzione di questa ricorrenza, i Gruppi consiliari Forlì e Co., PD e Misto-Italia Viva hanno inviato alla Presidente del Consiglio comunale e ai Capigruppo Consiliari del Comune di Forlì un Ordine del giorno per la posa delle cosiddette “pietre d’inciampo” in alcuni luoghi della città, chiedendone la trattazione già nella prossima seduta del Consiglio comunale, convocata per lunedì prossimo 1° febbraio e questo per ragioni di continuità temporale con il Giorno della Memoria che si celebra oggi e di continuità ideale con il recente voto (del 26 ottobre 2020) unanime del Consiglio comunale per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice a vita Liliana Segre.

“La stessa Senatrice Segre – ricordano in una nota congiunta Federico Morgagni, Soufian Hafi Alemani e Massimo Marchi, capigruppo di  Forlì e Co., PD e Italia Viva – è stata fondatrice nel 2016 ed è attualmente Presidente onoraria del comitato milanese “Pietre di inciampo”: si tratta del progetto, ideato oltre 25 anni fa dall’artista tedesco Gunter Demnig per tenere viva la memoria delle persone deportate nei campi di sterminio nazisti, attraverso l’incorporazione di blocchi quadrati di pietra (10 x 10 centimetri), ricoperti di ottone lucente, nel selciato stradale davanti alle ultime abitazioni delle vittime della persecuzione perpetrata dal regime nazista. Un’incisione sulla superficie ne ricorda nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte, quando conosciuta: in un quarto di secolo, l’iniziativa ha portato all’installazione di oltre 75.000 pietre in più di 2.000 città nel mondo, tra cui numerose in Emilia-Romagna”.

Marchi, Alemani e Morgagni ph d’archivio

“A Milano, la prima pietra è stata posata, alla presenza del Sindaco, in corso Magenta 55, dove abitava Alberto Segre, padre di Liliana Segre, deportato ad Auschwitz con la figlia e morto il 27 aprile 1944.    
La Comunità ebraica di Bologna scrive sul suo sito internet che: l’espressione “inciampo” deve intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere tutti coloro che si imbattono, anche casualmente, nell’opera. Va, poi, ricordato, che il progetto delle pietre d’inciampo è inserito nell’apposita mappa dei luoghi dell’arte contemporanea, redatta dalla Direzione Generale Creatività contemporanea del MIBACT, secondo cui : nella loro forma anti monumentale e diffusa, le pietre d’inciampo entrano nel paesaggio urbano e nell’esperienza della comunità”: aggiungono i capigruppo dei tre gruppi comunali del centrosinistra.

Come richiesto da tempo da alcune associazioni, istituti scolastici e cittadini forlivesi, nell’ordine del giorno di  Forlì e Co., PD e Italia Viva si impegnano Sindaco e Giunta comunale ad assumere le iniziative necessarie per la posa anche a Forlì di pietre di inciampo nei luoghi della città in cui fu consumata la persecuzione antiebraica ad opera delle forze nazifasciste: l’ex Albergo Commercio (dove è già presente una lapide); la Casa Circondariale; l’ex Brefotrofio; l’ex Caserma Caterina Sforza; via Seganti (dove c’è una lapide che ricorda l’eccidio dell’aeroporto-settembre 1944); Chiesa di San Biagio (dove don Pietro Garbin ha dato rifugio alla famiglia Laufer); Piazza Saffi (nei pressi  delle ex attività commerciali delle famiglie Matatia e Saralvo) e in prossimità delle abitazioni degli ebrei forlivesi perseguitati.