(Sesto Potere) – Bologna – 11 novembre 2022 – Comune di Bologna e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil lavoreranno insieme sul progetto di riorganizzazione della sanità territoriale.

Lo hanno stabilito con un protocollo d’intesa sui servizi sanitari e sociosanitari sottoscritto ieri dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, il segretario generale della Camera del Lavoro metropolitana Maurizio Lunghi, il segretario generale della Cisl Enrico Bassani e il segretario confederale Uil Emilia Romagna e Bologna Massimo Zanirato.

Il protocollo, che segue all’incontro con le rappresentanze sindacali dello scorso 13 ottobre, fissa una serie di impegni tra Comune e organizzazioni sindacali in vista del percorso di riorganizzazione della sanità territoriale, prevista all’interno del programma di mandato di Comune e della Città metropolitana di Bologna, a partire dalla sperimentazione e lo sviluppo di un nuovo welfare di prossimità, e di un modello di governance socio-sanitaria efficace e innovativa consolidando la centralità della CTSSM.

Al centro dell’accordo l’impegno di una quota importante dei fondi POM Metro 2023/2027 da destinare per interventi di integrazione socio-sanitaria, a livello di quartiere e di area metropolitana; l’apertura di un Tavolo di confronto sulla riorganizzazione dei servizi di welfare e sull’ASP di Bologna; il rafforzamento di presidi socio-sanitari a cominciare dai Punti Salute nei Quartieri di Bologna, e la costruzione di un’azione comune di indirizzo e di monitoraggio, attraverso il confronto in CTSS, sulla ristrutturazione della rete ospedaliera da parte della Regione Emilia Romagna.

“Con questo accordo insieme ai sindacati vogliamo dare un segnale concreto, dobbiamo salvare la sanità pubblica della nostra Regione e del nostro territorio – sottolinea il sindaco Lepore – Ci attiveremo insieme ad ogni livello per ottenere risorse adeguate per garantire concretamente il diritto alla salute e i diritti degli operatori della sanità. Interverremo sulle istituzioni competenti affinché sia garantito anche un adeguato finanziamento del fondo per la non autosufficienza, sia a livello nazionale, che regionale. Una collaborazione, quella con i sindacati, che sarà strategica per ridisegnare una sanità di prossimità, con una maggiore integrazione tra politiche sanitarie e sociali e che metta al centro la cura, intesa in senso ampio, e il benessere dei cittadini”