Segnali di ripartenza in Emilia-Romagna: lavoro, export, digitale e green

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(Sesto Potere) – Bologna – 28 agosto 2020 – La ripartenza in regione è al centro del terzo Report Covid-19 pubblicato dal Centro Studi di Confartigianato Emilia-Romagna. La ricerca propone un’analisi di dettaglio rispetto agli ultimi dati disponibili permettendo una lettura, il più aggiornata possibile, di quanto sta accadendo a seguito delle crisi Covid-19, nella fase di lenta ripartenza, al tessuto produttivo emiliano-romagnolo.

Mercato del lavoro

A luglio 2020 le previsioni di assunzione delle imprese sono inferiori del 34,9% rispetto a quelle di luglio 2019. Da marzo a maggio 2020 il numero di rapporti di lavoro avviati cala del 51,7% rispetto agli avviamenti registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, con un saldo del periodo negativo pari a -38 mila unità. Nei mesi di aprile-giugno vengono autorizzate 160 milioni ore di cassa integrazione guadagni superiori alle ore di Cig autorizzate negli ultimi 4 anni e del 35,4% in più rispetto a quelle autorizzate nell’anno del precedente picco del 2010.

Export

Al primo trimestre dell’anno in corso l’export di prodotti manifatturieri emiliano-romagnoli diminuisce del -2,2%, mentre quello dei soli manufatti realizzati nei settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese cresce del +1%.

Demografia d’impresa

Al secondo trimestre 2020 il numero di imprese artigiane registrate si attesta a 124.956, l’1% in meno rispetto ad un anno prima (-1.321 unità) e lo 0,3% in più rispetto al trimestre precedente (+318 unità).
Il bilancio tra aperture e chiusure per l’artigianato resta positivo nel secondo trimestre di quest’anno con un aumento di +334 unità contro +295 del 2019.
In termini percentuali tra aprile e giugno di quest’anno per l’artigianato il tasso di crescita – rapporto tra saldo dato dalla differenza iscrizioni-cessazioni e il valore di stock registrato nel trimestre precedente – resta positivo e pari allo 0,27% (contro lo 0,23% del secondo trimestre 2019).
I flussi di nati-mortalità delle imprese evidenziano gli effetti della crisi Covid-19: a marzo 2020 le iscrizioni totali (imprese artigiane e non) scendono del 39,1% rispetto marzo 2019 e ad aprile il calo arriva al 61% mentre nei mesi successivi il calo si riduce e si attesta al -43% a maggio e al -10,9% a giugno; nel complesso del quadrimestre marzo-giugno la riduzione delle iscrizioni è del 40% (quarta flessione più pesante dopo Marche, Lombardia e Toscana). Sono i settori di Alloggio e ristorazione, Manifatturiero e Attività immobiliari quelli con i cali più accentuati.

export

Credito per la ripartenza in Emilia-Romagna

Dal 17 marzo al 23 luglio le domande arrivate al Fondo di garanzia relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ in Emilia-Romagna sono 82.904, di cui 70.925 per operazioni fino a 30 mila euro (85,6%) e 11.979 per operazioni sopra i 30 mila euro. Gli importi finanziati ammontano complessivamente a 5.960 milioni di euro, quelli erogati per operazioni fino a 30 mila euro ammontano a 1.417 milioni (23,8%) e quelli erogati per operazioni superiori a 30 mila euro ammontano a 4.543 milioni. Gli importi medi dei finanziamenti del Fondo di Garanzia sono pari a 71.889 euro per il totale, a 19.977 euro per operazioni fino a 30 mila euro e a 379.247 euro per operazioni superiori a 30 mila euro.
A marzo 2020 la dinamica tendenziale del credito concesso alle piccole imprese in Emilia-Romagna rimane in territorio negativo (-1,5%), in controtendenza rispetto al +0,2% registrato dal totale imprese.

I driver della ripartenza in Emilia-Romagna: Green e Digitale

Il 64,6% delle micro e piccole imprese emiliano-romagnole hanno introdotto soluzioni aziendali per ridurre l’impatto sull’ambiente. Sale di 3,2 punti la quota di Mpi che ricercano personale con competenze green di livello alto e medio-alto.

Le famiglie emiliano-romagnole connesse con banda ultra larga ad almeno 30 Mbps sono il 68,1% (>65,6% media nazionale), mentre quelle connesse ad almeno 100 Mbps sono il 36,6% (>34,3% nazionale). La quota di comuni emiliano-romagnoli con percentuale di famiglie connesse con Bul ad almeno 30 Mbps superiore al 60% è pari al 41,6%.

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