Scuola, Di Maio (Iv): “Ritorno in classe è l’inizio della vera ripartenza”

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(Sesto Potere) – Forlì – 14 settembre 2020 – “La ripartenza della scuola deve segnare la vera ripartenza del Paese. Ci sono disagi e problemi che andranno gestiti, affrontati e definitivamente risolti. Tuttavia la ripresa delle lezioni segna l’inizio di una nuova fase che certamente deve vedere il rispetto di tutte le regole previste dai protocolli, perchè quelle servono per proteggere le vite dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie; ma la scuola è molto altro, è il principale alleato delle famiglie nell’educazione dei figli e ora che ha riaperto, non deve più chiudere”. Lo afferma il deputato forlivese di Italia Viva Marco Di Maio nel primo giorno di scuola per molte migliaia di studenti anche in Romagna, tra una visita e l’altra ad alcune delle tante scuole che stanno riaprendo.

marco di maio

“Dunque voglio rivolgere un grande grazie a tutti gli insegnanti, ai dirigenti scolastici e al personale tecnico-amministrativo – prosegue – che in queste settimane hanno lavorato per preparare la riapertura, cercando di fare del proprio meglio nella selva di norme, regolamenti e protocolli che sono stati emanati. Se ci saranno disagi e cose che non funzionano, non è certo responsabilità loro; ma la loro funzione e il loro ruolo sono fondamentali per assicurare questa ripartenza e per aiutare i ragazzi a orientarsi nei tempi incerti che stiamo vivendo”.

Il deputato romagnolo, capogruppo in Commissione Affari costituzionali alla Camera, aggiunge un appello: “Vorrei che nell’entusiasmo per la ripresa delle attività scolastica non ci dimenticassimo del drammatico tema dei ragazzi disabili – sottolinea il parlamentare – per i quali permangono grandi disagi nelle loro vita famigliare o nei centri sociali. Dopo quasi 7 mesi di quarantena tanti genitori di questi ragazzi si chiedono quando potranno riprendere anche loro le attività diurne con la relativa normalità che sarà possibile garantirgli, pur nel rispetto delle norme anti-Covid. Il danno psicologico e culturale arrecato ai ragazzi disabili in questi 7 mesi è incalcolabile  e occorre al più presto intervenire e porre rimedio”.

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