(Sesto Potere) – Santarcangelo di Romagna (Rn) – 9 novembre 2021 – Un viaggio alla scoperta della Santarcangelo sotterranea con un’indagine geofisica che mette la tecnologia al servizio della sicurezza idrogeologica.
Avviata nei giorni scorsi dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, la campagna finanziata con 30mila euro di risorse regionali, nasce per esplorare il  sottosuolo del centro storico della cittadina romagnola, caratterizzato da una fitta rete di gallerie e grotte antropiche (ipogei) dislocate su tre livelli di profondità, all’origine di diversi fenomeni di instabilità.

“Un’indagine importante per la sicurezza del paese- spiega l’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile, Irene Priolo-. Si tratta di studi che ci permetteranno di conoscere meglio le peculiarità di questo territorio, andando nella direzione di una progressiva riduzione del rischio idrogeologico”.  

irenne priolo

L’obiettivo dello studio, che si avvale della tecnica geoelettrica (Earth Resistivity Tomography) e di georadar (Ground Penetrating Radar) è di aggiornare il censimento e la distribuzione spaziale delle cavità sotterranee oltre a risolvere i casi dubbi sulla presenza di vuoti sotto la superficie, causa di cedimenti che negli anni hanno provocato danni ad abitazioni civili e strade del centro.
In questa fase preliminare, parte di un programma di approfondimento messo a punto dal Servizio di Rimini dell’Agenzia, è programmata in collaborazione con l’Amministrazione comunale anche la raccolta sistematica di tutte le informazioni disponibili – dati geologici, geotecnici e idrogeologici, segnalazioni danni, presenza d’acqua – e la messa in opera di un primo monitoraggio topografico.

A fronte di alcuni interventi di consolidamento e manutenzione già realizzati dalla Regione negli ultimi 25 anni, il traguardo finale dell’approfondimento è aggiornare la valutazione del rischio idrogeologico del centro storico di Santarcangelo di Romagna – inserito tra gli abitati da consolidare ai sensi della legge nazionale sulla difesa del suolo 445/1908 e come tale è oggetto di misure di prevenzione – e del Piano generale degli interventi di consolidamento e di manutenzione per la mitigazione del rischio.