(Sesto Potere) – Modena – 5 gennaio 2022 – “Cronica carenza dei medici di emergenza-urgenza. In regione manca il 30% dei sanitari, a Modena il 40%. E l’Ausl non svolge corsi dal 1996”. La Regione intervenga e spieghi “la reiterata violazione delle prescrizioni e delle norme che avrebbero probabilmente evitato, o almeno limitato, le gravissime conseguenze circa la mancanza cronica di personale di emergenza urgenza” al pronto soccorso di Mirandola (Modena). Una situazione che ha portato alla sospensione del servizio di automedica.

A chiedere spiegazioni è il consigliere regionale Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia), con una interrogazione siglata anche dai colleghi del gruppo Fdi Marco Lisei e Giancarlo Tagliaferri.

ospedale Mirandola

Alla Giunta regionale viene chiesto di valutare l’operato dell’Ausl di Modena e, in particolare, all’assessore alla Salute, Raffele Donini, se “intenda rendere noto ai cittadini se l’Ausl di Modena abbia effettivamente nel tempo organizzato il proprio fabbisogno o abbia solo perso tempo sperando di appoggiarsi a corsi con pochi posti fatti in altre aziende”.

Infine, i consiglieri regionali vogliono sapere se sia possibile “accedere ai verbali con la rilevazione dei fabbisogni delle Ausl regionali e se possano essere resi pubblici”.

Barcaiuolo e colleghi riassumono i tanti problemi legati ai pronto soccorso della regione sottolineando come questi “si stanno svuotando di personale. La media regionale è -30%. Modena arriva a punte di -40% in provincia”. A questo si aggiungono concorsi “andati deserti” e l’abbandono del 50%, a livello nazionale, delle borse di studio dei professionisti di emergenza-urgenza.
Dal 2005, concludono i tre consiglieri, c’è un accordo per cui medici del 118 e Ausl “dovrebbero ogni anno definire le necessità delle proprie strutture e organizzare i corsi per i futuri medici”. Risulta, però, evidenziano “che l’Azienda di Modena non organizzi questi corsi dal 1996”.