Sanità, Lo Giudice (Ugl): “Ausl Romagna avvii piano straordinario di assunzioni medici, infermieri e oss”

0
203
lo giudice

“Lo sforzo che le istituzioni stanno conducendo in queste settimane di emergenza sanitaria non deve spegnersi una volta superata la fase più critica del Coronavirus. La nostra idea è quella di mantenere alta l’attenzione sul lavoro e investire sul sistema pubblico a partire da un piano straordinario di assunzioni nel personale medico, infermieristico e oss e da ogni azione utile a garantire la sicurezza degli operatori anche attraverso interventi infrastrutturali: ampliare i padiglioni, rafforzare accoglienza, foresteria, pronto soccorso e ambulatori”:

lo giudice

questa la proposta lanciata da Filippo Lo Giudice, segretario Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna.

Il sindacato da tempo chiede un “piano di assunzioni straordinarie” necessario a controbilanciare gli effetti di un sistema, quello sanitario regionale, che per molti anni ha visto smantellare piccoli ospedali e tagliare i posti letto: da 16.000 a poco più di 13.000 in 10 anni in Emilia-Romagna.

“La Ausl Romagna pesa 2,1 miliardi di euro degli 11 miliardi di euro destinati alla sanità nel bilancio regionale e nonostante questo abbiamo assistito prima dell’emergenza da Covid19: alla migrazione degli utenti dalle periferie agli ospedali di città, a causa dei tagli ai servizi con conseguente intasamento e allungamento dei tempi per gli interventi chirurgici, gli accessi ai pronto soccorso e gli esami specialistici. Ed oggi con il problema del Coronavirus siamo arrivati al paradosso che s’è visto il reclutamento, anche nella nostra regione, di medici e infermieri già andati in pensione, a fronte di scelte politiche (il numero chiuso all’università di medicina, le assunzioni bloccate o il mancato rinnovo dei contratti, la formazione dei nuovi dottori ai minimi termini penalizzanti per la categoria”: spiega ancora Filippo Lo Giudice.

dottore in corsia

Il parere dell’Ugl è che questa crisi sanitaria: “abbia messo a nudo le criticità del sistema, che pure ha retto all’onda d’urto della pandemia. E, dopo aver dato atto dell’abnegazione, in certi casi dell’eroismo di medici e personale, in questa contingenza, diciamo che non è più sopportabile un approccio politico alla tematica che includa: disinvestimenti, carenza numerica di figure professionali, precarietà nei rapporti di lavoro, esternalizzazioni o indebolimento della rete dei servizi sanitari o delle strutture di ricerca pubbliche. E’ necessario anche in futuro mantenere alta la capacità di risposta e la qualità dei servizi ai cittadini e dunque chiediamo un Piano straordinario di assunzioni e investimenti da parte dell’Ausl Romagna”.

Per i sindacati “è necessario dunque avviare da subito un programma di nuove assunzioni. Nel 2025 mancheranno 600 medici in Emilia Romagna e reparti come i pronto soccorso, medicina interna o cardiologia soffriranno moltissimo per la mancanza di personale. Chiediamo che superata la fase emergenziale da Covid-19 ci si ritrovi per discutere anche su scala provinciale di un programma di riallineamento tra le necessità della medicina generale e la rete ospedaliera e dei servizi sanitari, per evitare che a subirne il contraccolpo sia, oltre che il personale in servizio chiamato a turni a volte insostenibili, pur in presenza di un alto numero di medici precari, sia il cittadino/utente che è il soggetto a cui si dovrebbero dedicare – anche per diritto costituzionale – tutte le attenzioni e tutte le risorse”: conclude il segretario dell’ Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna, Filippo Lo Giudice.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here