Sanità, infarto: Sant’Orsola di Bologna 1° in Italia per numero di ricoveri

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(Sesto Potere) – Bologna – 14 dicembre 2020 – Il portale di public reporting sanitario www.doveecomemicuro.it ha realizzato un’indagine sugli ospedali italiani più performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, per numero di interventi di bypass aortocoronarico e per volume d’interventi di angioplastica coronarica (come fonte il Pne-Programma nazionale esiti del 2019, lo strumento di misurazione e analisi delle performance clinico–assistenziali delle varie strutture sanitarie italiane).

A livello nazionale, 2 presidi dell’Emilia Romagna sono presenti nelle classifiche. Per quanto riguarda l’infarto miocardico acuto, il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna è al 1° posto in Italia con 1033 ricoveri eseguiti nel 2018. Riguardo al bypass aortocoronarico, invece, il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA) – GVM Care & Research è al 5° con 286 interventi.

A livello regionale, nelle prime posizioni per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto ci sono: al 1° posto il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, al  l’Ospedale di Parma pari merito con l’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, al  l’Ospedale Civile di Baggiovara – AUSL di Modena e al  l’Ospedale degli Infermi di Rimini – AUSL Romagna.

Quanto al volume d’interventi di bypass aortocoronarico: al  posto c’è il Maria Cecilia Hospital di Cotignola – GVM Care & Research, al  l’Hesperia Hospital – Garofalo Health Care di Modena, al  l’Ospedale di Parma, al  il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna e al  il Salus Hospital di Reggio Emilia – GVM Care & Research.

Dottore in ospedale

Riguardo al numero di interventi di angioplastica coronarica: al  posto c’è l’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, al 2° il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, al  l’Ospedale Maggiore C.A. Pizzardi – AUSL Bologna, al  l’Ospedale di Parma e al  l’Ospedale Civile di Baggiovara – AUSL Modena.

In base alle evidenze scientifiche, un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle curePerciò, il Decreto ministeriale sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera (DM 70/2015) fissa delle soglie minime al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico di www.doveecomemicuro.it.

In Emilia Romagna, le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2018 effettuano ricoveri per infarto miocardico acuto sono 53(80 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). La soglia ministeriale di minimo 100 ricoveri annui è ottenuta dal 50,9%degli ospedali, pari a 27.A rispettare tutti e 3 i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 100 interventi annui, mortalità a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all’8% e PTCA entro 48 ore dal ricovero uguale o superiore al 45%), invece, è il 5,6% dei centri, pari a 3.

Quanto al bypass aortocoronarico, le strutture che eseguono almeno 5 interventi annui sono 6.Il valore di riferimento ministeriale di minimo 200 interventi l’anno è rispettato dal 33% dei centri, pari a 2. A rispettare entrambii valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 200 interventi annui e mortalità a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all’1,5%) è il 17% dei centri, pari a 1.(Anche nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 5 interventi di bypass nella Regione erano 6. Il 66,7% di esse, pari a 4, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume. Il 33,3%, invece, pari a 2, rispettava entrambi gli standard ministeriali).

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano interventi di angioplastica coronarica sono 34 (41 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). Il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l’anno è rispettato dal 41% dei centri, pari a 14. (Nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 10 interventi di angioplastica erano 30. Il 46,7%, pari a 14, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume).

Quanto alla quota di residenti che scelgono di farsi curare nella Regione, per ciò che concerne l’infarto miocardico acuto si attesta al 97,3%, per il bypass aortocoronarico al 94,1% e per l’angioplastica coronarica al 95,3%.

Un dato nazionale positivo emerso dal confronto delle edizioni del Programma Nazionale Esiti relative agli anni 2012 e 2018 è il calo di ricoveri per infarto miocardico acuto chein 6 anni hanno registrato un -7,6%.

Questo risultato dipende in gran parte dalle strategie di prevenzione cardiovascolare e dalla consapevolezza sempre più diffusa dell’importanza di avere stili di vita corretti”, dice Marco Di EusanioDirettore della Cardiochirurgia dell’AOU Ospedali Riuniti di Ancona. “La riduzione dei ricoveri, in particolare per quanto riguarda gli infarti STEMI, i più urgenti, si deve molto anche all’efficacia dalla prevenzione farmacologica con statine, antiaggreganti e al miglior controllo dell’ipertensione arteriosa” , aggiunge Gian Piero Perna, Direttore del reparto di cardiologia del medesimo ospedale.