Sanità, è morto Dino Amadori: cordoglio e commozione di politici e amministratori

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Amadori

(Sesto Potere) – Forlì – 23 febbraio 2020 – E’ morto il prof. Dino Amadori, direttore scientifico emerito dell’ IRST IRCCS di Meldola, e fondatore e presidente dell’Ior-Istituto Oncologico Romagnolo. Era nato a Santa Sofia, in provincia di Forlì, il 21 aprile 1937, si era laureato con lode presso l’Università degli Studi di Bologna il 17 novembre 1961.  Era Presidente della Commissione Oncologica Regionale dell’Emilia Romagna e membro delle principali società scientifiche nazionali ed internazionali di settore.

Amadori

Dino Amadori è scomparso improvvisamente oggi pomeriggio, alle 15 ora italiana, mentre si trovava all’estero.

“La morte improvvisa del prof. Dino Amadori – dichiara in una nota Renato Balduzzi, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori – IRCCS – non soltanto lascia increduli i suoi familiari, gli amici e conoscenti che, ancora sino a pochi giorni fa, avevano potuto gioire della sua umanità e competenza, ma costituisce un significativo impoverimento per la sanità italiana ed europea, e un vuoto autentico per la Romagna tutta. Dino non si è mai sottratto al suo essere anzitutto medico, diremmo il medico di una volta, capace di sorridere, di rassicurarti, di ascoltarti, di proporti un percorso di speranza con parole comprensibili per tutti. Ma è stato un medico scienziato, che non ha mai smesso di studiare e di indagare i tumori con umiltà pari alle straordinarie qualità di ingegno e di capacità di lavoro. E altresì un medico organizzatore e promotore di legami, percorsi, protocolli”.

Sede Irst

“La sua creatura, la sua casa profonda – ricorda il Presidente del Consiglio di amministrazione dell’ IRST IRCCS di Meldola – è stato l’Istituto di Meldola, un gioiello tenacemente pensato, disegnato, praticato sin dalla costituzione dell’Istituto oncologico romagnolo. E infine un medico con una singolare capacità di fare squadra e di dirigere senza essere mai ingombrante, come sanno bene Giorgio Martelli e i direttori generali dell’Irst-Irccs che lo hanno preceduto, e come possono testimoniare, oltre ai tanti suoi allievi sparsi in Italia e nel mondo, soprattutto Mattia Altini, Fabio Falcini, Marco Maltoni, Giorgio Martelli, Giovanni Martinelli e Giovanni Paganelli, per menzionare i suoi più stretti quotidiani compagni nella battaglia contro il cancro”.

“Profondamente legato al suo territorio e alla sua Regione come forse soltanto i romagnoli sanno esserlo, era cittadino del mondo, capace di attenzioni verso i più deboli e gli ultimi: ne sanno qualcosa, oltre che gli innumerevoli suoi pazienti italiani, i grandi e i piccini della Tanzania presso i quali si recava, con Patrizia, appena poteva. La nostra amicizia, cresciuta nel corso degli ultimi venticinque anni, ha costituito per me un dono prezioso, di cui ringrazio quel Signore della vita in cui Dino, anche in mezzo a prove e difficoltà, non ha mai smesso di credere e al quale non ha mai cessato di affidarsi”: conclude Renato Balduzzi.

 Il prof. Amadori aveva fondato nel 1979 l’Istituto Oncologico Romagnolo, una cooperativa operante al fianco delle strutture pubbliche con l’obiettivo di “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana, all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi sociosanitari ed educativi ed in particolare attraverso l’azione di prevenzione, cura e riabilitazione oncologica e di ricerca scientifica. Nel 1984 aveva ideato e realizzato il Registro Tumori della Romagna per raccogliere, elaborare e divulgare in modo sistematico e tempestivo le informazioni su incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevalenza di tutti i casi di tumore maligno. Oltre ad essere il Presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo era attualmente il Direttore Scientifico dell’Istituto Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori a Meldola, struttura d’eccellenza e all’avanguardia a livello nazionale nella cura dei tumori inaugurata nel 2007 alla presenza delle massime autorità politiche e istituzionali.

“La notizia della scomparsa del professor Dino Amadori è piombata d’improvviso sulla nostra Città e sulla comunità romagnola, lasciando in tutti noi sgomento e costernazione. Dino Amadori è e sarà sempre un punto di riferimento assoluto nel campo della medicina, nella scienza e nell’aiuto alle persone, non solo in qualità di luminare in campo oncologico ma anche grazie alla grande carica di umanità che ha contraddistinto ogni passo della sua vita professionale e personale. Come Sindaco di Forlì ricordo il suo impegno, negli anni giovanili, quale Consigliere Comunale, segno di una innata passione civica e di un radicato attaccamento alle istituzioni della Repubblica, caratteristiche che hanno connotato sempre il suo modo di essere. Costantemente al servizio della collettività e aperto al dialogo, Dino Amadori ha continuato a garantire il proprio contribuito in termini di impegno civile pure in seguito, mettendo a disposizione le sue conoscenze nell’ambito dei programmi che il Comune ha portato avanti fin dagli anni Settanta per la promozione della salute, per tutelare i lavoratori, per qualificare gli stili di vita a favore dei giovani e nella lotta contro ogni forma di inquinamento. A lui come è noto – e in questo momento di profondo dolore è necessario più che mai rendere il doveroso riconoscimento – è legato lo straordinario progetto che ha portato alla nascita dell’Istituto Oncologico Romagnolo, una realtà innovativa che ha fatto della prevenzione, dell’educazione e della cura un modello preso a riferimento per qualità ed efficienza in tutto il mondo. Da quel progetto, avviato con l’amore e la cura dell’artigiano, poi evoluto fino a una dimensione organizzativa all’avanguardia, è nato l’Istituto dei Tumori IRST IRCCS di Meldola. Nelle ore drammatiche della sua scomparsa, giunga ai familiari, agli amici, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno condiviso con lui esperienze di carattere professionale e civico l’abbraccio da parte dell’intera Città di Forlì. Per me Dino Amadori è stato prima di tutto un amico e una guida che mi ha arricchito e mi ha accompagnato nel percorso di amministratore pubblico per migliorare la nostra sanità. Dino Amadori è esempio, testimonianza viva e noi lo onoriamo con la riconoscenza e la gratitudine che si deve ai grandi uomini”: commenta il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini.

“Mi addolora moltissimo la notizia della sua morte, Dino Amadori era punto di riferimento della sanità emiliano- romagnola, medico di fama nazionale e internazionale, ha consentito al nostro sistema sanitario di fare passi da gigante nella lotta contro il cancro. Quando poche settimane fa ho presentato, insieme a lui e a Mario Russomanno il suo libro, a Fratta Terme, non avrei mai immaginato che sarebbe stata anche l’ultima occasione per stringergli la mano e dirgli grazie. Speriamo di essere capaci di non disperdere questo incredibile patrimonio che ci hai lasciato in dote”: commenta l’assessore comunale di Bertinoro, Gessica Allegni.

dino amadori

“Apprendo ora la notizia sconvolgente della morte di Dino Amadori. Presidente dell’Istituto oncologico romagnolo, “padre”, fondatore e direttore scientifico (per il primo decennio) dell’Irst di Meldola e molto altro. Un oncologo di fama internazionale, una persona perbene, uno di quegli uomini che ti saresti fermato ad ascoltare senza sosta per ore. Mancherà a tutta la Romagna, ma quello che ha fatto del corso della sua vita ne renderà il ricordo eterno e incancellabile. Un abbraccio a tutta la famiglia, ai suoi affezionati collaboratori, alle persone che gli hanno voluto bene”: commenta il deputato forlivese di Italia Viva, Marco Di Maio.

“La comunità di Fratelli d’Italia esprime le  più sentite condoglianze per la scomparsa  di Dino Amadori eccellenza medica del nostro territorio e luminare nella ricerca per la lotta contro il cancro. La nostra comunità è vicina a tutta la famiglia ed in particolare al figlio Giovanni nostro iscritto e rappresentante di partito”: scrive in una nota il capogruppo comunale Davide Minutillo.

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