(Sesto Potere) – Bologna – 4 gennaio 2022 – Cisl Fp Emilia Romagna torna nuovamente sul tema della sanità pubblica, della gestione del personale in un momento in cui vanno ancora garantiti i percorsi e i reparti Covid, della campagna vaccinale da implementare, del recupero di tutte le prestazioni non erogate in quasi 2 anni e dell’implementazione dell’assistenza territoriale da mettere in atto anche grazie al PNRR.

cgil cisl uil-er

“Servono scelte concrete e di sistema, basta blocchi delle assunzioni e certezze sulla valorizzazione dei professionisti Come CISL FP crediamo che sia finita la stagione degli “impegni” e che per il personale sanitario sia invece arrivato il momento dei fatti. Non riteniamo sufficiente la semplice promessa generica di sbloccare le assunzioni al 1 gennaio, pensare che al 2 gennaio sia in servizio tutto il personale che serve è infatti una chimera, chiediamo che la programmazione delle assunzioni riparta subito e soprattutto da numeri certi.”: si legge in una nota di Cisl Fp Emilia Romagna.

“Pensiamo sia invece il momento di attuare scelte di sistema e di rilancio della sanità pubblica, l’attuazione del progetto di sanità territoriale pensato prima del Covid nel nostro territorio con la rete di Case della Salute e di infermieri di famiglia sarebbe stata impensabile con il personale a disposizione anche se non ci fosse stata la pandemia, figuriamoci ora che il PNRR ne prevede una importante implementazione”: aggiunge il sindacato.

“Le aziende sanitarie metropolitane nel 2019, anno prima del Covid, dichiaravano un fabbisogno di personale di 650 unità del comparto (infermieri, OSS, tecnici, amministrativi), va da sè che le assunzioni straordinarie 2020 e 2021 avrebbero consentito di sanare la situazione in condizioni normali, mentre da due anni stiamo affrontando una situazione straordinaria che impatta pesantemente sul personale. Il personale assunto in questi anni è stato infatti impiegato prevalentemente per la gestione delle attività attinenti al Covid: tamponi, vaccinazioni, reparti Covid dedicati, aree emergenza. Con la conseguente riduzione di personale in tanti servizi che oggi lavorano sotto organico e in riduzione di attività, sta qui la gravità della scelta da parte della Regione di bloccare il turn over in questi mesi”: aggiunge Cisl Fp Emilia Romagna.

Sonia Uccellatori

“Le conseguenze si riversano sul personale e sul servizio al cittadino. Da un lato infatti ai professionisti vengono richiesti lo spostamento in reparti Covid dove non lavoravano da oltre un anno, il salto riposo o i doppi turni, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista lavorativo e personale in un momento in cui prevalgono la frustrazione e la difficoltà a riconoscere una valorizzazione stabile per l’impegno profuso. Dall’altro lato assistiamo poi alla riduzione di posti letto e alla contrazione di attività ordinaria che comporta l’allungamento delle liste d’attesa per prestazioni chirurgiche e di screening in particolare. Le criticità sono trasversali su tutte le aziende: i Pronto Soccorso di Maggiore e S.Orsola fronteggiano un grande iper-afflusso, la centralizzazione del personale nelle aree Covid provoca una carenza in particolare di OSS nelle strutture del territorio (come ad esempio all’ospedale di Bentivoglio) e non dobbiamo dimenticare l’area amministrativa, che assicura i rifornimenti costanti di strumentazione ai reparti, e che da mesi vede rinviato il concorso metropolitano per il reclutamento di personale”: elenca Cisl Fp Emilia Romagna.

“Questa istanza la porremo il 18 gennaio alla Regione Emilia Romagna con il presidio regionale sotto la sede di viale Aldo Moro. Diremo alla Regione che anche la sanità metropolitana è allo stremo”: conclude la nota di Cisl Fp Emilia Romagna.

Le problematiche erano state illustrate da Sonia Uccellatori, segretaria generale Cisl Fp Emilia Romagna, all’assessore regionale alla Sanità Donini in un incontro andato in scena in Regione il 9 dicembre scorso.