Sanatoria migranti. Bevilacqua (Ugl): “Un flop le richieste in Emilia-Romagna”

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(Sesto Potere) – Bologna – 22 giugno 2020 – “Al 15 giugno 2020 sono state presentate dai datori di lavoro al portale del Ministero dell’Interno circa 32.000 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro in tutta Italia. Ma da questi numeri emerge come la procedura di emersione dei migranti presenti irregolarmente nel territorio nazionale richiesta dal ministro Teresa Bellanova si stia rivelando un autentico flop. Un clamoroso fallimento anche per i numeri che riguardano la regione Emilia-Romagna”: a dirlo in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato Ugl.

Nella distribuzione delle richieste di sanatoria per regioni l’Emilia-Romagna è al 4° posto assoluto con 1.986 domande presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona ed è al 6° posto per quello agricolo, con appena 86 moduli inviati.

Ed a livello nazionale il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta il 91% delle domande già perfezionate e il 76% di quelle tuttora in lavorazione: si legge nel report pubblicato on line dal Ministero dell’Interno.

“Le statistiche ci dicono già oggi che sono stati soprattutto colf e badanti ad aver usufruito della sanatoria presentata dal Pd/M5S, c’è invece poca traccia di braccianti e migranti impegnati nel settore agricolo che, secondo il governo Conte, dovevano essere la categoria da salvaguardare. Ma l’emersione dal lavoro nero in agricoltura che aveva giustificato il provvedimento non trova riscontro nelle stesse statistiche elaborate dal Viminale. Un buco nell’acqua. Ed i numeri , ridottissimi per l’Emilia-Romagna (su scala provinciale spiccano soltanto: Modena, Reggio Emilia e Bologna) ci dicono che a fronte di un problema che esiste l’auspicata emersione delle irregolarità non ha avuto, o non sta avendo, luogo”: ricorda Tullia Bevilacqua.

“Questa misura voluta dal governo Pd-M5S. non intacca il fenomeno che si vorrebbe combattere. Un fenomeno che ha un peso nella nostra regione. L’Emilia-Romagna, infatti, è fra le prime regioni d’ Italia, dietro soltanto la Lombardia, per numero di lavoratori irregolari, e al 6° posto assoluto per lavoro totalmente nero: come riporta l’ultima statistica dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro ”: insiste il segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato Ugl.

La richiesta di regolarizzazione della posizione ha dei costi: 500 euro per il datore di lavoro, 160 euro se la richiesta è avanzata dal singolo migrante e fino ad oggi le domande sono in gran parte presentate proprio dai singoli lavoratori interessati.

“E’ stato già accertato che alcuni stranieri irregolari a lungo in Italia e poi migrati in cerca di fortuna in paesi confinanti, la Francia, per esempio, stanno tornando alla spicciolata nel nostro Paese per ottenere il pass. Una sanatoria garantita dal governo Conte agli immigrati per pochi spicci, mentre sempre lo stesso governo Conte rifiuta di autorizzare una sanatoria a beneficio dei cittadini italiani che si stanno vedendo pignorare i beni per il mancato pagamento delle rate di un prestito, di un finanziamento o di un mutuo a causa delle difficoltà patite e dei mancati incassi durante il periodo di “lockdown” imposto sempre dal governo Pd-M5S. Vi sembra giusto?”: domanda Tullia Bevilacqua che, per concludere, evidenzia quella che considera: “la vera motivazione politica di fondo di questa sanatoria: aprire le porte del nostro Paese al maggior numero di immigrati possibili e utilizzare a parole una battaglia giusta (quella contro il lavoro nero) per concretizzare e semplificare nei fatti una regolarizzazione avulsa dalla procedura delle quote, che è l’unica che possa mettere in linea domanda e offerta di lavoro di manodopera straniera”: conclude il segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato Ugl.

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