San Mauro Pascoli, quest’anno il ‘Processo’ è al Partito Comunista Italiano

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(Sesto Potere) – San Mauro Pascoli – 31 luglio 2021 – Le strade del Processo di San Mauro Pascoli ancora una volta incrociano quelle della sinistra italiana. In passato alla sbarra erano finiti Palmiro Togliatti (2008) e la Rivoluzione Russa (2017), martedì 10 agosto a Villa Torlonia a San Mauro Pascoli (ore 21) sarà la volta del Partito Comunista italiano. L’imputato non è scelto a caso, dal momento che quest’anno ricorrono i cent’anni della sua fondazione, in un secolo di vita e di militanza che ha segnato la storia d’Italia.

Edizione numero 21 del Processo, l’evento dell’estate in Riviera, come sempre organizzato da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato che coniuga il grande distretto economico della calzatura sammaurese a quello socio-culturale. A guidare l’accusa sarà un ex deputato nonché ex sindaco di Rimini, con un curriculum tutto di sinistra, Giuseppe Chicchi. In difesa del Pci sarà la politologa docente alla Columbia University Nadia Urbinati.

Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo e direttore di Sammauroindustria. Lo scenario dell’evento è sempre la Torre di pascoliana memoria a San Mauro Pascoli, luogo dal forte carico simbolico: amministrata da Ruggero Pascoli, padre di Giovanni Pascoli, ucciso da ignoti proprio il 10 agosto del 1867.

Il verdetto del Processo viene emesso dal pubblico presente munito di paletta. L’ingresso è libero, limitato a 430 persone a causa delle restrizioni Covid.

Perché processare il Pci

Che il Partito Comunista abbia segnato un secolo di storia d’Italia sono tutti d’accordo. Il punto che divide è: in quale modo? Per i difensori, centrale rimane la sua lotta al fascismo, la centralità dei diritti sociali, così come l’inserimento delle masse all’interno delle istituzioni democratiche nel secondo dopoguerra in quella che lo storico Pietro Scoppola chiamò la “Repubblica dei partiti”. Gli accusatori mettono in rilievo la doppiezza che ha caratterizzato la storia del Pci, in quel dualismo tra fedeltà alla linea di Mosca e rispetto per le istituzioni democratiche mai chiarito del tutto.

Interessante il dettaglio dell’evento a San Mauro Pascoli: a scontrarsi saranno due romagnoli, Chicchi-Urbinati, due figli di una terra nella quale il Partito comunista per decenni è stato con il maggiore seguito da parte dei cittadini.

Accusa/difesa atto primo

Secondo l’accusatore Giuseppe Chicchi, “Il seme della crisi del PCI va cercato all’inizio della sua storia, nel rapporto con l’influenza della Rivoluzione di Ottobre e con l’arretratezza sociale ed economica dell’URSS, con la collettivizzazione delle terre, il superamento della NEP di Lenin e l’industrializzazione forzata di Stalin. In qualche modo si può affermare che la ‘svolta’ di Occhetto dopo il tragico 1989, è stata la conseguenza di quel lontano atto di subalternità che un partito dell’Occidente, figlio della Rivoluzione Francese, fu indotto a compiere dalle tragiche circostanze che produssero il proliferare dei fascismi in Europa, e di conseguenza il Secondo conflitto mondiale”.

Diverso il punto di vista di Nadia Urbinati: “La storia del Partito comunista italiano si innerva in quella del nostro Paese e continente nel corso del secolo moderno più tragico e sanguinoso. Del Novecento il Pci ha contribuito a creare e ha rappresentato grandi aspettative di rinnovamento: dalla lotta per la libertà politica contro il nazi-fascismo, alla scrittura della Costituzione, al consolidamento della democrazia parlamentare, alle lotte sociali per la giustizia e la dignità dei lavoratori e delle donne. La storia del Partito comunista italiano è essenziale per comprendere la storia della democratizzazione nel nostro paese e non solo”.

Info di servizio sul 10 agosto

L’accesso alla manifestazione è consentito dalle ore 20,00. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti (430). In caso di maltempo, il Processo si svolgerà nella Sala del Teatro (100 posti).

Un po’ di storia del Processo del 10 agosto

processo ph d’archivio

Promosso da Sammauroindustria, il Processo è nato nel 2001 dall’idea di riaprire il caso sull’omicidio del padre del Poeta, Ruggero Pascoli, assassinato in un agguato il 10 agosto del 1867. Da quella prima intuizione si sono susseguiti, il 10 agosto di ogni anno, altri Processi su personaggi che hanno fatto la storia della Romagna (e non solo): il Passatore di Romagna (2002), La cucina romagnola (2003), Romagna di Mussolini (2004), Mazzini (2005), Secondo Casadei (2006), Garibaldi (2007), Togliatti (2008), Badoglio (2009), il Romagnolo (2010), Cavour (2011), Processo d’Appello Pascoli (2012), Rubicone (2013), Pellegrino Artusi (2014), Il ’68 (2015), Giulio Cesare (2016), Rivoluzione Russa (2017), Romagna delle 5 Marce su Roma (2018), Machiavelli (2019), I Vitelloni (2020).

Chi sono i protagonisti del Processo.

Giuseppe Chicchi. Residente a Rimini sin dall’infanzia, ha insegnato letteratura italiana e storia per dodici anni nelle scuole medie superiori. Nel 1980 è stato eletto in Consiglio Regionale. Dal 1981 al 1990 è stato Assessore della Regione Emilia Romagna: fino al 1987 all’Ambiente e Lavori pubblici, dall’87 al ‘90 al Turismo e Commercio. È stato Sindaco di Rimini dal giugno 1992 al 1999, realizzando il piano delle grandi infrastrutture. Dal 2002 al 2006 è stato Amministratore Delegato dell’Azienda di Promozione Turistica della Regione Emilia Romagna. Dal 2006 al 2008 è stato Deputato nella XV legislatura, durante il secondo Governo Prodi. Ha seguito come relatore il PdL sulla Riforma degli Ordini Professionale. Ha presentato progetti di legge in materia turistica e proposte relativi alla riforma del Titolo V della Costituzione. Dal 2005 al 2015, come docente a contratto, ha insegnato Economia del Turismo presso la Facoltà di Economia de “La Sapienza” di Roma, master e biennio di laurea specialistica. Dal 2009 al 2018 ha pubblicato, con Capitani editore e Il Girasole, quattro romanzi: La FormazioneFormiche, Due Padri, La Partecipanza.

Nadia Urbinati. Professore ordinario di teoria politica alla Columbia University di New York. Ha insegnato presso New York University, The New School for Social Research, University of Pennsylvania, San Universidade Estadual de Campinas (UNICAMP) in Brasile, Sciences Po (Parigi), Università Bocconi e Università San Raffaele. È visiting professor permanente alla Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel 2008 il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana. I suoi interessi si concentrano sul pensiero politico moderno e contemporaneo, con particolare attenzione al liberalismo, la democratica, la teoria della rappresentanza politica e della sovranità, e più di recente il populismo. Tra le opere pubblicate in lingua inglese, tradotte in diverse lingue europee e asiatiche, si ricordano: Representative Democracy: Principles and Genealogy (Chicago 2006), Democracy Disfigured: Opinion, Truth and The People (Harvard 2014), The Tyranny of the Moderns (Yale 2015), and Me The People: How Populism Transforms Democracy (Harvard 2019). Il suo più recente libro italiano è I pochi contro i molti. Il conflitto politico nel XXI secolo (Laterza, 2020). Nel 2016 ha ricoperto l’incarico di Presidente di Libertà e Giustizia. Collabora al quotidiano “Domani”. Scrive per diversi quotidiani cartacei e online, italiani e stranieri.

Gianfranco Miro Gori. Detto Miro, in ricordo dello zio materno partigiano della 29ª Brigata Gap “Gastone Sozzi”, è nato e cresciuto a San Mauro Pascoli, comune di cui è stato sindaco. Ha scritto testi poetici, letterari e saggistici, ma soprattutto si è occupato di cinema, sia sul versante della critica e della storia del cinema, sia su quello dell’organizzazione della cultura cinematografica. Ha ideato e diretto la cineteca di Rimini, organizzato festival (Riminicinema e Anteprima per il cinema indipendente), manifestazioni culturali in Italia e all’estero (tra le altre “Rimini et le cinéma” al Centre Pompidou), collaborato a opere collettive, quotidiani e riviste, e scritto un certo numero di saggi tra cui, tra i primi in Italia, un gruppo dedicato ai rapporti cinema e storia. I suoi ultimi libri sono: Le radici di Fellini romagnolo del mondo (Il Ponte Vecchio, 2016), Il cinema nel fascismo (curatela con Carlo De Maria, Bradypus, 2017), Rimini nel cinema. Immagini e suoni di una storia ultracentenaria (Interno4, 2018)Cinema e Resistenza. Immagini della società italiana, autori e percorsi biografici dal fascismo alla Repubblica (curatela con Carlo De Maria), (Bradypus, 2019).Nel 2001 ha fondato il Processo del X agosto nella Torre.