Saman Abbas, Vietina (Coraggio Italia): “Orrore indicibile e ferma condanna”

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(Sesto Potere) – Tredozio – 8 giugno 2021 – “La tragedia di Saman Abbas (la  ragazza di 18 anni di origini pakistane sparita nel nulla da Novellara dopo essersi opposta alle nozze forzate decise dalla famiglia) mi fa inorridire come donna, come madre e come rappresentante delle Istituzioni, tanto a Tredozio quanto in Parlamento. La mia estrazione culturale è improntata, ovviamente, alla libertà di culto e credo fermamente che nessuno debba rinnegare la propria cultura: ma la storia di Saman non parla di questo. Qui siamo oltre la fede e le consuetudini culturali: siamo di fronte a una terribile mancanza di senso della realtà, di rispetto per la vita e la libertà di ogni individuo. Non è accettabile, né in Italia né altrove, che una persona, un’adolescente con sogni, speranze e desideri, una donna che aspirava solo a essere libera e autodeterminata, possa essere considerata un oggetto di cui disporre a piacimento”: afferma in una nota Simona Vietina (nella foto in alto), parlamentare di Coraggio Italia e sindaco di Tredozio (FC).

saman abbas

“Quella di Saman Abbas sarebbe stata una storia già sufficientemente brutta se ci trovassimo di fronte anche alle sole nozze combinate, tradizione esecrabile che va contro la nostra cultura e identità di Paese moderno che difende la libertà della persona: il drammatico epilogo mi riempie di dolore e indignazione e credo che costringa tutti a interrogarci profondamente sul significato della parola integrazione e su quanta strada ci sia ancora da fare in questo senso, al di là dei proclami”: aggiunge Simona Vietina.

“Casi drammatici come quelli di Saman o di Seid Visin (il calciatore morto suicida) devono anche invitarci a una riflessione profonda – incalza la parlamentare – : se nel caso di Saman il rischio di essere tacciati di razzismo è altissimo nel momento in cui si sottolinea il ruolo che la cultura d’origine ha avuto in questa terribile vicenda, nel caso del giovane Seid c’è stata una vera e propria rincorsa per applicargli la triste etichetta di “vittima di razzismo”.

L’agone politico ormai si è spostato sulle categorie che più fanno comodo al momento e ogni dichiarazione è strumentalizzata per accusare l’avversario di razzismo, fascismo, omofobia e chi più ne ha, più ne metta e questo rende tutti schiavi dell’estrema attenzione a non muovere un passo per non offendere nessuno. Riportiamo la realtà al centro: per Saman e Seid dobbiamo parlare di femminicidio e di suicidio, due eventi terribili che la politica deve impegnarsi per evitare a tutti i costi e che nulla hanno a che fare con il razzismo”: conclude Simona Vietina