Sadurano (Castrocaro): messa in suffragio con il vescovo per ricordare don Dario

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(Sesto Potere) – Sadurano – 28 luglio 2020 – Oltre 150 persone hanno partecipato all’evento “Ricordando don Dario” (promosso dall’ass. Amici di don Dario), svoltosi il 26 luglio a Sadurano (Castrocaro Terme), dove il sacerdote, scomparso 5 anni fa, ha fondato la comunità di accoglienza e recupero di persone fragili ed emarginate, attiva per tantissimi anni, come punto di riferimento di reale solidarietà umana.

Durante la Santa Messa in suffragio, il vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza ha ben delineato la figura di don Dario, ricordando quanto sia importante e vitale la speranza, intesa non come un concetto vago, ma come la consapevolezza che per ogni persona, anche la più disperata, ci sia sempre spazio per una rinascita, per una nuova opportunità per vivere dignitosamente: un concetto sul quale lo stesso don Dario ha speso tutta la sua vita sia a Sadurano, che nel suo delicato ruolo di cappellano della casa circondariale di Forlì.

Per fare memoria del suo insegnamento, l’associazione Amici di don Dario, nel 2019, ha inaugurato il Sentiero di don Dario (percorso con tabelle informative sull’attività del sacerdote) che va dalla sommità delle Volture al borgo di Sadurano: tale tracciato verrà ampliato a Forlì con tre tappe significative a Magliano, Bussecchio e San Varano (luoghi legati alla sua vita) e anche a monte di Sadurano verso il Monte della Birra, per poi scendere a Pieve Salutare e risalire verso il Santuario di Montepaolo, crocevia di due importanti Cammini, quello di Sant’Antonio e quello di Assisi (o di S. Francesco).

Don Dario

Nel corso dell’evento, quindi, Gabriele Zelli ha guidato i presenti nel tratto oltre il borgo fino alla sommità del Monte della Birra e ha illustrato la storia e le tradizioni di questi luoghi, con ampi riferimenti alle vicende di Diamantina Ramponi, “guaritrice” forlivese del XVII secolo, in odor di stregoneria, che venne processata e confinata proprio su quel monte, che da lei prese il nome: le popolazioni di allora, convinte che fosse legata al demonio (bèrr), le affibbiarono il nomignolo di “bèrra”, cioè moglie del Diavolo: per questo il monte dove viveva venne chiamato “e’ mònt d’la bérra”, italianizzato successivamente in “monte della birra”.

L’evento si è concluso con il concerto del Forlì Saxophone Quartet ospitato nell’anfiteatro all’aperto, adiacente alla chiesa di Sadurano, inutilizzato da tempo, che si è dimostrato una location ideale per iniziative e spettacoli del genere: l’auspicio è che, in un prossimo futuro, possa essere valorizzato con altri eventi.

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