Rotonda di viale Roma, esposto in procura a Forlì di Italia Nostra e Verdi Ambiente

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aula tribunale

(Sesto Potere) – Forlì – 15 aprile 2020 – Le associazioni Italia Nostra e Verdi Ambiente e Società – VAS onlus, unitamente ad un folto gruppo di cittadini riuniti in Comitato, hanno presentato al Procuratore della Repubblica di Forlì un esposto riguardante l’approvazione e la realizzazione della lottizzazione con centro commerciale e la connessa rotonda fra viale Roma, via Cerchia e via Monari, depositandolo presso la locale stazione dei Carabinieri forestali.

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Ne danno notizia gli stessi promotori dell’esposto con un comunicato stampa.

 L’esposto chiede al Procuratore di valutare se l’intervento in atto possa costituire il reato di “lottizzazione abusiva” previsto dagli articoli 30, comma 1 e 44, lettera c) del testo unico dell’edilizia (DPR 6 giugno 2001, n.380) e di verificare se, per effetto dei provvedimenti ritenuti dagli stessi proponenti dell’esposto “illegittimi” che ne avrebbero abilitato la realizzazione, non sia stato commesso anche il più grave reato di cui all’art. 323 del codice penale, l’abuso di ufficio.

“Il cantiere di opere stradali per la realizzazione della rotatoria ha già comportato l’abbattimento degli alberi del filare che fiancheggia la carreggiata nell’assetto storico risalente ad epoca preunitaria e determina l’interesse culturale per l’alta qualità paesaggistica e di decoro urbano del viale di accesso alla città. La rotonda è strettamente connessa al Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata – PUA – in corso di attuazione, ed è realizzata, oltre alle opere di urbanizzazione in corso, dal soggetto attuatore dell’insediamento commerciale localizzato nell’area gravante sulla via Emilia in quanto necessaria al “miglioramento e messa in sicurezza dell’accessibilità dell’intero ambito territoriale frontistante la via Emilia”: scrivono in un comunicato Italia Nostra e Verdi Ambiente.

“Il Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata è stato approvato nonostante la riserva espressa dalla Provincia, per il contrasto con il vigente Piano territoriale di coordinamento provinciale – Ptcp -, che all’art. 67, comma 6, esclude espressamente “la localizzazione di nuove strutture di vendita”, esterne ai territori urbanizzati, “fronteggianti la via Emilia o direttamente gravanti su di essa”. Per oltre 12 anni la Provincia si è opposta in più occasioni alla previsione del supermercato che insiste sulla Via Emilia ma il Consiglio Comunale, con numerose delibere, dopo averla inizialmente stralciata l’ha reintrodotta e poi successivamente confermata fino agli ultimi provvedimenti di approvazione del PUA nel 2014 e della sua successiva variante del 2018, messa ora in esecuzione”: evidenziano ancora Italia Nostra e Verdi Ambiente nel loro comunicato.

“Il Comune, per consentire la realizzazione dell’insediamento commerciale, come si è detto: che sarebbe espressamente vietato dalla vincolante normativa del Ptcp, ne avrebbe reiteratamente giustificato la presunta violazione affermando che la esclusione disposta dal Ptcp non avrebbe efficacia, trattandosi un semplice indirizzo per la pianificazione sottordinata. Un intervento di urbanizzazione, anche se formalmente autorizzato, può configurarsi come reato di lottizzazione abusiva (“… quando vengono iniziate opere che comportano trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni stessi in violazione degli strumenti urbanistici”) tanto più che la L.R. n.20/2000 stabilisce che le prescrizioni del piano territoriale “prevalgono sulle disposizioni incompatibili contenute nei vigenti strumenti di pianificazione e negli atti amministrativi attuativi”, sono di diretta applicazione, attestando così l’illiceità dell’intervento in corso”: aggiungono nel dettaglio Italia Nostra e Verdi Ambiente.

“Infine i provvedimenti – che secondo i promotori dell’esposto sarebbero stati approvati in violazione del piano territoriale – si configurerebbero anche come atti che potrebbero determinare la realizzazione di un illecito – lottizzazione abusiva – e per questo l’esposto ritiene debba essere valutato anche se tutto ciò si ravvisi in effetti e se costituiscano gli estremi del reato dell’abuso di ufficio”: concludono Italia Nostra e Verdi Ambiente.

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