Rocca San casciano, sul web la storia della Dolciaria Rocca

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(Sesto Potere) – Rocca San Casciano – 23 novembre 2020 – Nella rubrica video-web  “do ciacri”, l’appuntamento on line ideato e curato da Vincenzo Bongiorno, che si può seguire nella pagina Facebook del Progetto Cambia Vita, questa volta c’è la storia della Dolciaria Rocca, la prima fabbrica di cioccolato nata in Romagna, a Rocca San Casciano, nel 1940, quando la seconda guerra mondiale non era ancora finita.

All’epoca, Domenico Valentini, un giovane con grande spirito d’avventura e coraggio, vendeva il gelato da lui prodotto, nelle feste paesane e con il suo vecchio furgone percorreva l’Italia da nord a sud e tornava a Rocca solo quando tutta la produzione era stata venduta. La produzione di cioccolato , all’inizio dell’avventura imprenditoriale, avveniva nei locali di un scantinato, con 2-3 operai, utilizzando vecchi macchinari acquistati d’occasione.

Anche la moglie fu contagiata da questa passione ed insieme a lei cominciarono a sviluppare l’attività. Da quei giorni, per tre generazioni, la produzione del cioccolato non si è mai fermata ed oggi, figli e nipoti di Domenico continuano il suo sogno.

E’ la titolare Dolores Valentini a dialogare con Vincenzo Bongiorno (vedi foto in alto).

“Quella della Dolciaria Rocca è una realtà fatta di tanta passione e capacità, cominciata nel 1940 da Domenico Valentini, babbo di Dolores, con grande coraggio e voglia di intraprendere. Questa gloriosa tradizione artigiana aveva trovato nel nipote di Domenico, Stefano Giambi, un grande erede per passione e capacità, ma il giovane Stefano il 16 febbraio 2017, a soli 40 anni, è purtroppo deceduto. Dolores, che l’amore per il suo lavoro e la natura della lottatrice li ha ereditati dal babbo, ha continuato la produzione anche per onorare la memoria del figlio Stefano. Ma oggi, dopo 53 anni di attività, confessa anche che è disponibile a vendere la fabbrica. La speranza è che questo patrimonio di sapienza e maestria artigiana, con ottant’anni di storia alle spalle, non vada perduto e possa continuare”: racconta Vincenzo Bongiorno.