(Sesto Potere) – Bologna – 12 luglio 2021 – “Siamo molto preoccupati perché temiamo che anche quest’anno non ci siano interventi efficaci e tempestivi, queste settimane sono fondamentali per la riapertura regolare del prossimo anno scolastico” a dirlo sono Michele Barcaiuolo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Lorenzo Rizzo, presidente provinciale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile del partito di Giorgia Meloni. “Invece, dopo un anno e mezzo di pandemia, l’unico intervento fatto dal Governo sulle scuole sono stati i banchi a rotelle. È inaccettabile!”.

Sulla gestione della riapertura delle scuole, Michele Barcaiuolo, con un’interrogazione in Regione, aveva già sollevato alcuni dubbi riguardo l’obbligo vaccinale per il ritorno in classe: ”Nei giorni scorsi, l’assessore Donini, rilasciando dichiarazioni in merito alla prossima ripresa dell’anno scolastico, aveva infatti avanzato l’ipotesi di evitare la Dad agli studenti vaccinati” accusa il Consigliere. “In questo modo, si configurerebbe come un’imposizione, in contrasto anche con l’articolo 32 della carta costituzionale: garantire le lezioni in presenza solamente agli studenti vaccinati rappresenterebbe l’ennesimo fallimento delle politiche scolastiche regionali e si scaricherebbe ancora una volta su insegnanti, studenti e famiglie l’incapacità di attuare gli interventi organizzativi e strutturali necessari a garantire una ripresa efficiente e in piena sicurezza della scuola”.

“Chiediamo di non ripetere gli errori e i ritardi dello scorso anno che si è poi rivelato disastroso” attacca Lorenzo Rizzo “costringendo per tantissimo tempo gli studenti a seguire le lezioni in DAD con tutte le conseguenze ormai note. Installare i sistemi di areazione, effettuare il tracciamento, eliminare le classi affollate, individuare nuovi spazi e garantire un servizio di trasporto pubblico adeguato sono le azioni prioritarie da mettere subito in atto”.

La didattica a distanza”, concludono “è un’importante e necessaria risorsa durante l’emergenza sanitaria ma rappresenta comunque un palliativo che non può certamente sostituire la qualità dell’offerta formativa erogata dalla scuola in presenza, che dovrebbe essere garantita a tutti”.