Rischio finanziario: a Trieste i più affidabili, a Crotone, Barletta, Agrigento i più indebitati

(Sesto Potere) – Bologna – 20 novembre 2019 –  Il quotidiano economico Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica  più recente che censisce il rapporto tra il reddito annuo dichiarato dalla popolazione residente con crediti attivi e la rata media annua da rimborsare, dati forniti fa Crif, società globale di Bologna che monitora la quasi totalità dei debiti in carico agli italiani. Indagine,  riferita al primo semestre 2019, che riguarda le 107 province italiane.

Una statistica che nella classifica finale mette sul podio Trieste al primo posto, seguita da Aosta e Parma,  seguiti da La Spezia,  Genova, Torino,  Bologna, Milano, Trento, Gorizia e Piacenza. Poi: Cremona, Ravenna, Ferrara e Reggio Emilia.
In fondo alla classifica, invece,  CrotoneBarletta Andria Trani Agrigento. Dunque , sono tutte al Sud le città dove vivono, sempre secondo questa indagine , i cittadini indebitati e   con minori capacità cioè di rimborsare le rate di mutui e prestiti.

Il debito viene considerato sostenibile se è pari almeno 3 volte il valore della rata . Quindi più ampio è il rapporto (Trieste ad esempio al 5, 42%) minore è il rischio finanziario.

Nelle classifiche elaborate dal Sole 24 Ore vengono considerati  altri parametri  – oltre al benessere economico – , come la spesa media delle famiglie in beni durevoli, i protesti e i depositi bancari pro capite. In particolare, gli ultimi

pagamento in euro

due tengono conto degli importi protestati e di quelli depositati nei conti correnti sull’intero territorio provinciale, da società e persone fisiche.
Ad esempio Milano, Treviso e Bolzano svettano per il valore pro capite dei depositi bancari, mentre Crotone, Trapani e Siracusa restano sul fondo con valori anche sei volte inferiori rispetto alle prime classificate.

Come indicatore di performance dei pagamenti, invece, i protesti pro capite restituiscono i “mancati incassi” di cambiali e assegni, sistemi tradizionali progressivamente sostituiti oggi da procedure elettroniche di pagamento ma che – essendo atti pubblici – rilevano comunque criticità nei pagamenti.
A Isernia, Milano e Salerno nell’arco di 12 mesi (da agosto 2018 a luglio 2019) sono stati levati importi superiori a 25 euro pro capite; a Bolzano, Fermo e Varese, invece, sono stati protestati pochi centesimi.

 

 

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