Rimini, Polizia sgomina baby gang di origine magrebina

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(Sesto Potere) – Rimini – 4 dicembre 2020 – La Polizia di Stato di Rimini ha posto il freno ai membri di una banda che, nel corso degli ultimi mesi, ha seminato il terrore tra i ragazzi di Rimini. Sono stati così arrestati dagli agenti della Squadra Mobile, in esecuzione di due provvedimenti emessi dal G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna ed il Tribunale Ordinario di Rimini, tre ragazzi di 17, 18 e 19 anni di origine magrebina, gravemente indiziati di aver commesso due rapine avvenute a Rimini il 4 agosto ed il 10 ottobre scorsi.

Sembra che in passato i tre abbiano fatto parte di un gruppo, nato circa cinque anni fa negli istituti superiori della città al solo fine di affermare la supremazia dei suoi membri rispetto ai propri coetanei ed oggi non più in auge. Per entrare a farne parte, all’atto della costituzione erano state previste delle prove di ammissione, quali, ad esempio, il furto di una bicicletta o schiaffeggiare degli ignari passanti.

Nel corso della rapina del 4 agosto scorso avvenuta nei pressi del centro commerciale Le Befane, i tre bulli, dopo aver avvicinato la vittima con il pretesto di offrirle dello stupefacente ed averla convinta a seguirli nel parcheggio adiacente, l’avevano aggredita trattenendola per il collo e puntandole un coltello alla gola, riuscendo ad impossessandosi poi di 60 € contenuti nel suo marsupio.

Il 19enne, che le indagini hanno identificato quale elemento di spicco del gruppo, risulta altresì indiziato di aver commesso un’ulteriore rapina, avvenuta la sera del 10 ottobre scorso nel centro storico di Rimini. In quell’occasione l’indagato, in compagnia di altri due minorenni, aveva avvicinato la vittima e, dopo averla convinta a seguirlo in piazza Malatesta in un luogo appartato, l’aveva schiaffeggiata e le aveva spento una sigaretta sulla mano. Sotto la minaccia di un coltello, poi, si era impossessato di un paio di cuffiette, di 10 € e di un pacchetto di sigarette.

In entrambi i casi, l’analisi delle telecamere di videosorveglianza e l’individuazione fotografica effettuata dalle vittime hanno consentito di identificare compiutamente i tre ragazzi.

Il 17enne è stato arrestato lo scorso 2 ottobre, mentre i due maggiorenni sono stati condotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.