Rimini, aumento tassa di soggiorno? Schermaglie Morrone (Lega) – Gnassi (Pd)

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(Sesto Potere) – Rimini – 1 dicembre 2019 – Secondo l’ultima stima di Federalberghi , sono 1.020 i Comuni italiani che applicano l’imposta di soggiorno (997) o la tassa di sbarco (23) con un gettito complessivo che nel 2019 si avvia a doppiare la boa dei 600 milioni. Tali Comuni, pur costituendo “appena” il 13% dei 7.915 totali, ospitano il 75% dei pernottamenti registrati ogni anno in Italia.  La città con il maggior gettito da tassa di soggiorno – sempre secondo  Federalberghi –  è stata Roma, seguita da: Milano, Venezia e Firenze, assieme totalizzano il 58% del totale nazionale. A seguire c’è Rimini , una città di 150mila abitanti, che con 7,7 milioni di presenze  di turisti incassa ben  7.640.908 euro sotto forma di tassa di soggiorno.

Nelle misure contenute nell’ultimo  decreto fiscale approvato alla Camera è previsto che i Comuni che ogni anno registrano presenze oltre 20 volte il numero dei residenti possono aumentare la tassa di soggiorno fino a 10 euro, un’opzione nelle mani del sindaco.

Un’ipotesi che ha innescato il commento del deputato  Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, che in una

sindaco Gnassi

nota afferma:  “Tasse e gabelle varie sono il pane quotidiano per il governo giallorosso. Oggi si parla di consentire l’aumento della tassa di soggiorno di ben 10 euro per Rimini e Firenze. Deciderà il sindaco. Ma già c’è sgomento tra gli operatori. Dieci euro al giorno sono una cifra che molti vacanzieri che scelgono la nostra costa non si possono permettere. Il timore è che si lasci passare il 26 di gennaio e che poi arrivi la stangata decisa dal sindaco Andrea Gnassi, con il benestare di Stefano Bonaccini, che di tasse se ne intende. Il Partito democratico forse potrà perdere il pelo, ma non il vizio di ricorrere alle tasche dei romagnoli”.

Ed alla domanda se anche il Comune di Rimini possa sfruttare questa possibilità   il sindaco di Rimini Andrea Gnassi replica in un’intervista pubblicata da un giornale locale:  “Noi all’inizio di quest’anno abbiamo già adeguato la tassa, mantenendo però tariffe popolari.   I fondi si possono reperire anche da altre parti”.

 

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