Rimini, 121 multe per i “furbetti” dei rifiuti nel 2019

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(Sesto Potere) – Rimini – 24 febbraio 2020 – Sono state 121 nell’arco del 2019 le sanzioni della Polizia Locale di Rimini per il mancato rispetto delle disposizioni che regolano il corretto conferimento dei rifiuti.

Il numero è in calo rispetto allo scorso anno, quando furono contate 150 infrazioni, riassestandosi sul dato del 2017, anno in cui è entrata in vigore l’ordinanza sindacale che regola il conferimento dei rifiuti da parte degli utenti e il corretto funzionamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati nel Comune di Rimini.

Un dato in flessione, ascrivibile anche alla maggiore consapevolezza dell’attività di vigilanza portata avanti dalla Polizia Locale con l’indispensabile supporto delle Guardie Ecologiche Volontarie, “ma comunque rilevante – sottolinea l’assessore all’Ambiente Anna Montini – e che ci spinge a potenziare le azioni di controllo”.

L’ordinanza del Comune prevede la possibilità di procedere all’ispezione dei rifiuti lasciati al di fuori dei cassonetti stradali, allo scopo di assumere informazioni utili a identificare il responsabile dell’abbandono, consentendo alla Polizia municipale di procedere alla sanzione dei trasgressori (104 euro). Oltre all’abbandono dei sacchi fuori dai cassonetti – fenomeno che è causa di degrado urbano – i controlli sono mirati a verificare che il conferimento avvenga correttamente utilizzando i contenitori adatti per ogni tipologia del rifiuto (plastica, carta, vetro, indifferenziato, ecc).

“Sul fronte della raccolta differenziata il 2019 si è chiuso in linea con le previsioni, con un dato che sfiora il 69% – spiega l’assessore Montini – Un dato positivo che però non ci accontenta: sono convinta che si può fare ancora tanto e meglio per superare quel 70% che rappresenta l’obiettivo da raggiungere entro il 31 dicembre del 2020”.

A rallentare la corsa verso il raggiungimento del target è una minore percentuale di raccolta differenziata durante la stagione estiva, mentre negli altri periodi dell’anno i dati mensili arrivano a superare il 70%.

“E’ un fattore endemico, che fa parte della nostra realtà ed legato alle milioni di presenze che incidono sulla quantità di rifiuto prodotto – spiega Montini – e sul quale dobbiamo lavorare, in particolare in relazione con gli operatori del settore turistico”.

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