(Sesto Potere) – Bologna – 16 novembre 2021 – Ieri la terza sezione della Corte d’appello di Bologna ha depositato la sentenza che riforma parzialmente la sentenza di primo grado del 10 dicembre 2019 nel procedimento penale con l’accusa di peculato contro gli ex consiglieri regionali emiliano-romagnoli Giuseppe Villani, Alberto Vecchi, Marco Lombardi, Andrea Pollastri, Giorgio Dragotto, Gianguido Bazzoni e Luca Bartolini sulle spese sostenute a vario titolo fra il 2009 e il 2011.

Per il forlivese Luca Bartolini – che aveva presentato ricorso in appello – è stata riconosciuta l’attenuante di “speciale tenuità del danno patrimoniale” (articolo 62 n.4 del codice penale) in relazione a due distinti episodi e dunque la pena è stata rideterminata in 2 anni, 1 mese e 26 giorni, ridotta dunque rispetto ai 2 anni e 2 mesi comminati in primo grado.

“Presenteremo ricorso in Cassazione e guardiamo con fiducia al pronunciamento della Corte Suprema che pochi giorni fa (il 10 novembre, ndr) s’è pronunciata a favore dell’ex consigliere regionale della Lega (poi fuoriuscito, ndr) Manes Bernardini su fatti simili. La Cassazione, infatti, esaminando le motivazioni della sentenza di condanna della Corte d’appello di Bologna, è arrivata alla conclusione che “la qualificazione dei fatti come peculato è erronea perché non vie era la diretta assegnazione dei fondi al singolo consigliere” e che “secondo la normativa della Regione è il capogruppo che ha la disponibilità dei fondi” per i rimborsi spese. La Corte di Cassazione ha stabilito che non vi è stato peculato e quindi il fatto non sussiste”: ha affermato Luca Bartolini oggi in conferenza stampa, spiegando i dettagli della questione.

Aula dell’assemblea legislativa regionale ph d’archivio

“Nel mio caso, quando ero capogruppo nell’ottava legislatura, si contestavano spese erroneamente certificate di quasi duemila euro a fronte di più di 200mila euro. Non si parla di spese al ristorante ma relative a tre viaggi che avevo compiuto per incontri con politici e amministratori, uno con l’allora presidente della Provincia di Forlì-Cesena Bulbi. Una questione che s’è creata per errori materiali. Ho sempre tenuto nota delle mie spese istituzionali e ogni mio atto è stato avallato con riscontri oggettivi e pezze d’appoggio. La condanna d’appello la riconduco ad una mia valutazione che semplifico così: Bologna non sconfessa Bologna. Ma, forti del pronunciamento della Cassazione nel caso di Manes Bernardini siamo pronti a presentare ricorso in cassazione”: aggiunge Bartolini.

I tempi tecnici portano a ridefinire la pratica nell’anno nuovo: si attendono 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza di secondo grado e poi decorrono i 45 giorni per attivarsi presso la Corte Suprema, in terzo grado.

“In tutta la mia vita non avevo mai avuto a che fare con la giustizia, nemmeno come testimone. Sono una persona onesta e nelle mie funzioni ho svolto solo attività politica. So di essere una persona onesta e ove mai avessi commesso qualche leggerezza non vi è stata mai malafede”: spiega Luca Bartolini che poi anche un interrogativo: “E’ bene evidenziare che per contestazioni analoghe 12 ex consiglieri regionali del Partito democratico sono stati, e a mio parere giustamente, assolti dal Tribunale di Bologna “perché il fatto non sussiste” o “perché il fatto non costituisce reato”, sin dal primo grado. Mentre hanno avuto una sorte diversa i consiglieri dell’allora Forza Italia, Alleanza nazionale, Pdl e Lega”.

Bartolini, in attesa della pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte d’appello di Bologna, si prepara dunque al ricorso in Cassazione affidandosi all’avvocato Alessandro Petrillo che ha seguito la sua pratica fino ad oggi: “La mia memoria difensiva era tutta un richiamo alle motivazioni adottate per i colleghi del Pd, prendo atto che la Corte d’appello non ne ha voluto tener conto e ha deciso altrimenti. Oggi, con la sentenza della Corte Suprema favorevole a Manes Bernardini, che crea un precedente giuridico importante perché attinente alla nostra regione, mi dico ottimista e non mollo. Continuerò a girare a testa alta perché so di essermi sempre comportato bene rispettando leggi e regolamenti svolgendo nient’altro che attività politico istituzionali per il nostro territorio”: conclude Luca Bartolini.

Per gli altri imputati: sono state ridotte le pene per Giorgio Dragotto (2 anni, 2 mesi e 20 giorni), Andrea Pollastri (2 anni, 1 mese e 18 giorni). Immutate le pene a Marco Lombardi (2 anni e 7 mesi) e Gianguido Bazzoni (2 anni e 4 mesi). Assolto Alberto Vecchi, mentre a Luigi Villani una condanna a 2 anni e 1 mese.