(Sesto Potere) – Bologna – 1 dicembre 2022 – Un primo passo verso un confronto permanente sui problemi della montagna a livello nazionale. Pare essere questo l’esito dell’incontro che l’Uncem-Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani  dell’ Emilia-Romagna ha svolto in videoconferenza con i parlamentari eletti nei collegi emiliano-romagnoli alle ultime elezioni.

L’organismo che associa i Comuni e gli Enti montani presieduto da Giovanni Battista Pasini (nella foto in alto) ha invitato deputati e senatori per illustrare e approfondire il documento “Un impegno per la montagna” elaborato dalla stessa Uncem.

Si tratta di un prospetto suddiviso in 7 punti, ritenuti essenziali per la valorizzazione del territorio montano, oggi più che mai caratterizzato da profonde fragilità come spopolamento e dissesto del territorio.

Come ha detto il Presidente Pasini nella sua introduzione all’incontro, a cui erano presenti anche diversi sindaci e presidenti di Unioni montane: “Della montagna ci si ricorda soltanto quando vi accadono disastri; occorre cambiare paradigma e considerare le terre alte come territori che possono dare un contributo importante alla competitività del Paese attraverso i prodotti tipici e i servizi ambientali che nascono in montagna”.

Molto interesse e condivisione da parte dei parlamentari presenti e, da parte di tutti, la disponibilità a farsi portatori in aula delle istanze contenute nel documento affinché si adottino provvedimenti in grado di dare risposte a famiglie, imprese ed amministrazioni della montagna, soprattutto in questo momento di crisi generalizzata, il cui peso si fa sentire maggiormente proprio in questi territori. È emersa anche l’intenzione di stabilire un confronto permanente sulle problematiche, anche tramite il ricostituito gruppo bipartisan dei parlamentari “Amici della Montagna”.

Nell’incontro si è parlato dei vari punti del documento Uncem, dai quali sono emersi in particolare i temi del calo demografico, dei servizi e del divario digitale.

Inevitabile, poi, il riferimento dei sindaci al gettito IMU sulle seconde case, trattenuto per due terzi dallo Stato nel Fondo di solidarietà comunale, del quale gli amministratori montani contestano l’ingiusto meccanismo che toglie ai Comuni poveri per dare ai Comuni ricchi. Anche i servizi (socio-sanitari, scuola, trasporti) sono ritenuti da tutti di fondamentale importanza per la permanenza delle giovani famiglie in montagna e quindi per contrastare il calo demografico.