Richieste di mutui tornate ai livelli Pre Covid: +9,6% nel 1° trimestre 2021

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(Sesto Potere) – Bologna, 7 aprile 2021 – Il primo trimestre del 2021 segna un’inversione di tendenza per le richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane. È quanto emerge dall’analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF (azienda globale con sede a Bologna specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information), che segnala un incremento complessivo del +9,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020.

Dopo un inizio d’anno con il freno a mano tirato, in scia con l’andamento negativo dell’ultimo trimestre 2020, la performance positiva del trimestre è totalmente ascrivibile all’impetuosa crescita fatta registrare nel mese di marzo (+55,8%), condizionata però dal confronto con il corrispondente mese del 2020, che aveva visto la sostanziale paralisi dell’operatività a causa del lockdown totale varato dal Governo per contenere la prima ondata della pandemia di Coronavirus.
A livello di I trimestre dell’anno, in termini assoluti il numero di richieste complessivamente rilevate è il più elevato degli ultimi 9 anni.

L’IMPORTO MEDIO DEI MUTUI RICHIESTI: I TRIMESTRE DA RECORD
Questo inizio d’anno si caratterizza anche per un altro segnale incoraggiante: l’incremento dell’importo medio richiesto (+2,6% rispetto al corrispondente periodo 2020), che si è attestato a 136.656 euro. Anche in questo caso si tratta del valore più elevato a partire dal 2013 ad oggi.
Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nel primo trimestre del 2021 le richieste per importi tra 100.000 e 150.000 euro rappresentano la soluzione preferita dagli italiani, con circa il 30% del totale, un dato sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2020. Al secondo posto (con il 25%) permane la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro.

LA DISTRIBUZIONE PER CLASSE DI DURATA: PREVALE LA PRUDENZA
Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata, emerge un leggero cambiamento di preferenza da parte degli italiani rispetto al primo trimestre 2020: la classe più richiesta risulta essere quella tra i 26 e i 30 anni, con il 26,4% del totale (+3,9%). Si registra invece una lieve contrazione (-2,8% vs 2020) per la classe di durata tra i 16 e i 20 anni, che corrisponde al 24,2% del totale. Nel complesso, circa 8 richieste su 10 prevedono piani di rimborsi superiori ai 15 anni, a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni che pesino il meno possibile sul bilancio familiare.

CRESCE LA DOMANDA DEGLI UNDER 35
Osservando, infine, la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF evidenzia come nel primo trimestre 2021 sia stata la fascia compresa tra i 35-44 anni quella maggioritaria, con una quota pari al 33,5% del totale, seguita da quella tra i 25-34 anni, con il 26,8%. Complessivamente le richieste degli under 35 arrivano a incidere per il 29,3% sul totale.

cliente allo sportello bancario

IL COMMENTO
“Malgrado la situazione di incertezza che ancora regna a causa dell’andamento dei contagi, nel mese di marzo gli italiani sono tornati prepotentemente a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare l’investimento sulla casa e questo ha trascinato la performance complessiva dell’intero trimestre dopo una prolungata fase di debolezza – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF – Se l’ultima rilevazione è sicuramente condizionata dal confronto con il mese di marzo 2020, caratterizzato dal lockdown totale, va però sottolineato come nel primo trimestre dell’anno le richieste di mutui e surroghe abbiano abbondantemente superato non solo i volumi pre Covid, ma anche quelli degli 8 anni precedenti. Per poter trarre una indicazione più precisa dell’andamento del mercato sarà però opportuno aspettare ancora qualche mese”.

ANDAMENTO REGIONALE DELLE RICHIESTE DI MUTUI NEL I TRIMESTRE 2021
Salvo poche regioni in cui l’andamento delle richieste di mutui e surroghe risulta ancora negativo, nel complesso la performance risulta decisamente brillante, con il picco fatto registrare dal Molise, con un +17,1%, seguito proprio dalla Lombardia, indubbiamente la regione maggiormente colpita dalla pandemia, che fa segnare un +16,7%.

Regione Variazione 2021 vs 2020
ABRUZZO 0,0%
BASILICATA -7,6%
CALABRIA -2,5%
CAMPANIA 11,0%
EMILIA-ROMAGNA 14,6%
FRIULI-VENEZIA GIULIA 4,9%
LAZIO 7,7%
LIGURIA 2,5%
LOMBARDIA 16,7%
MARCHE -1,1%
MOLISE 17,1%
PIEMONTE 11,6%
PUGLIA 8,1%
SARDEGNA 14,5%
SICILIA 14,2%
TOSCANA 4,4%
TRENTINO-ALTO ADIGE 5,0%
UMBRIA -4,0%
VALLE D’AOSTA 11,7%
VENETO 13,5%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie