Riccione, Nuovo Spazio Tondelli: in sala poltrone a scomparsa

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(Sesto Potere) – Riccione – 15 maggio 2021 – “L’amministrazione incontra la ditta che si è aggiudicata i lavori per il nuovo Spazio Tondelli e metteremo in calendario l’inizio dei lavori. Siamo arrivati insomma alla data della cosiddetta prima pietra di questa importante ristrutturazione”: l’ annuncio è dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Riccione, Lea Ermeti.

Come è noto l’aggiudicazione dei lavori è stata alla ditta A.T.I. P.R.L. S.R.L. per la ristrutturazione edilizia della sala per pubblico spettacolo, denominata appunto Spazio Tondelli. L’investimento complessivo  è di 600 mila euro.

Iniziano a prendere forma anche gli allestimenti interni come da progetto messo a punto dall’architetto Anton Luca Nannini.

In particolare, sono state già individuate le caratteristiche che dovranno avere le sedute per il pubblico: poltroncine ovviamente ergonomiche, 300 in posizione fissa che chiuse eventualmente potranno scomparire alla vista diventando una sorta di istallazione, e 90 amovibili completamente (in gruppi di 4) che all’occorrenza possono essere conservate nei 400 metri di magazzino.

Lea Ermeti

Le poltroncine saranno disposte in file da 15 per 20 file, e saranno di colore antracite, così come il pavimento. 

“Il colpo d’occhio sarà di pieno/vuoto avendo scelto un colore che di fatto rende lo spazio modellabile sulle esigenze sceniche del teatro moderno – spiega l’assessore Ermeti -. Il nero antracite permette l’utilizzo della sala dello Spazio Tondello come un’unica grande scena che si modella in base alle esigenze della rappresentazione e non viceversa come avviene nel teatro classico o di tradizione. Il Tondelli sarà un teatro, probabilmente il primo e unico in Italia, in cui lo spazio si modellerà e cambierà per mettersi al servizio dell’espressione teatrale stessa. Ecco che vi è stata l’esigenza di progettare uno spazio in cui anche i pubblico possa trovare collocazioni diverse in momenti diversi. La parola d’ordine è stata modellare lo spazio, allargare o ridurre le quinte, trasformare il palcoscenico per dare massimo spessore all’espressività della rappresentazione”.