(Sesto Potere) – Riccione – 18 gennaio 2021 – I Carabinieri della Stazione di Riccione hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso nei confronti di C.A. classe ’77, muratore, pregiudicato, residente a Riccione, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.
La misura restrittiva, richiesta dal Pubblico Ministero P. B., arriva al culmine di una escalation di episodi su cui sono intervenuti, dall’inizio del nuovo anno, i Carabinieri di Riccione e che hanno visto vittima dei maltrattamenti, fisici e verbali, la compagna dell’uomo, una donna italiana classe 86.

Lo scorso 5 gennaio era stata proprio la donna ad allertare il 112 che era in corso una animata lite con il proprio compagno e che temeva per la propria incolumità e per quella delle proprie figlie, di undici e tredici anni.
Al loro arrivo, i militari, dopo aver provveduto ad allontanare l’uomo, hanno raccolto la denuncia della donna, ricostruendo datati episodi di maltrattamenti ed accertando che l’uomo si era reso inoltre protagonista di atteggiamenti violenti nei confronti delle due minori, cui aveva causato varie ecchimosi in passato per via di prese esageratamente energiche.

Da quel momento l’attenzione dei carabinieri è stata focalizzata sulla vigilanza della donna, nel frattempo trasferitasi in un residence. Intanto, l’Autorità giudiziaria ha rapidamente analizzato la vicenda e inoltrato richiesta di un idoneo provvedimento restrittivo nei confronti dell’uomo, il quale – nonostante l’ammonimento ricevuto dagli uomini dell’Arma – alcuni giorni fa, si è presentato nella notte all’esterno dell’attuale abitazione della ex compagna, dopo averla minacciata di morte al telefono.

Anche in quell’occasione, i Carabinieri erano stati prontamente allertati ed hanno scongiurato con la loro presenza più gravi conseguenze riconducendo l’uomo a più miti consigli e a rientrare presso la propria abitazione. Tuttavia, anche questo episodio è stato prontamente rapportato all’Autorità Giudiziaria che ha così potuto alimentare il prospetto probatorio a carico dell’uomo ed arrivare all’emissione dell’attuale provvedimento cautelare, grazie al quale l’uomo è stato condotto in carcere, ove rimarrà fino al prossimo interrogatorio di garanzia.