Rfi, l’Onae di Bologna produrrà mascherine chirurgiche e FFP2

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treno a bologna

(Sesto Potere) – Bologna – 15 aprile – “Abbiamo firmato (il 10 aprile, ndr) un accordo con Rete ferroviaria italiana che le consentirà di iniziare a produrre, a partire dai primi di maggio, mascherine a norma per i propri dipendenti e per eventuali esigenze della Protezione civile”. Lo dichiarano in una nota congiunta Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, S.L.M. Fast Confsal e Orsa Ferrovie.

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Le sigle sindacali spiegano che: “la produzione sarà avviata nell’ Onae, Officina nazionale apparecchiature elettriche, di Bologna,  oggi di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), dagli stessi ferrovieri debitamente formati al riguardo. L’obiettivo è realizzare 220mila mascherine chirurgiche e 36mila FFP2 al giorno”.

Per le organizzazioni sindacali: “si tratta di un accordo pilota, perché un’azienda il cui core business non ha nulla a che vedere con il tessile o il sanitario arriva a produrre dispositivi di protezione individuale, che ancora oggi troppo spesso sono di difficile reperimento o troppo costosi, pur essendo indispensabili per la salute e sicurezza delle persone. Non possiamo quindi che esprimere soddisfazione”.

Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, S.L.M. Fast Confsal e Orsa Ferrovie: “Poiché quando si tratta di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nulla ci sembra mai abbastanza, abbiamo anche chiesto un incontro a Rfi finalizzato al potenziamento delle strutture centrali e territoriali della sua direzione sanità. Ci sembra evidente, infatti, che questa emergenza eccezionale richieda a tutti di implementare ogni strumento, inclusa quindi la direzione sanità nelle sue varie articolazioni, e di fare ogni sforzo possibile per consentire la ripartenza in una condizione di totale sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Fs e dei clienti. Solo garantendo la massima protezione delle persone, lavoratori e viaggiatori ci potrà essere una ripartenza in totale sicurezza e conseguentemente potrà ripartire l’economia del paese”.

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