Rendiconto sociale 2019 Inps Emilia-Romagna. Bevilacqua (Ugl): “Semplificare macchina burocratica e tecnologica e rafforzare l’apparato”

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(Sesto Potere) – Bologna – 18 dicembre 2020 – Presentato oggi a Bologna, presso la sede della direzione regionale, il rendiconto sociale 2019 dell’Inps Emilia-Romagna. Sono intervenuti in videoconferenza il vicepresidente Lorenzo Tosini , il presidente Enzo Santolini , il direttore regionale Elio Rivezzi. Hanno preso la parola anche l’ assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro Vincenzo Colla , la presidente del Cda Inps Marialuisa Gnecchi e il presidente Civ Inps Guglielmo Loy.

Il rendiconto sociale è documento che esplicita l’ammontare delle spese per prestazioni e funzionamento, le entrate legate alla fiscalità generale e le entrate contributive da parte dell’Inps.

Uno strumento – che aggiorna i dati relativi all’occupazione, all’anticipo pensionistico, all’Ape sociale, al Reddito di cittadinanza e alle varie misure di protezione sociale – che ha un notevole peso nel dibattito pubblico, politico ed economico sui temi del welfare e del costo del lavoro.

Tullia Bevilacqua , segretario regionale Ugl Emilia-Romagna, che ha seguito i lavori ha commentato: “Il ruolo che l’Inps svolge sul territorio è rilevante, soprattutto nel sistema di protezione e di servizi sociali in un contesto dall’aumento dell’aspettativa di vita nella nostra regione ed al conseguente ampliamento dei bisogni tipici della popolazione anziana: e non ci soddisfa il mancato rafforzamento del potere d’acquisto delle pensioni, in particolare quelle medio-basse. Unitamente alle funzioni legate alle nuove criticità sociali legate a crisi ed emergenze sanitarie, si pensi al Reddito di cittadinanza ed ai vari bonus. Sulle misure di flessibilità in uscita (Quota 100, l’Ape sociale, Lavoratori precoci e Opzione donna) siamo lontani dall’accoglimento in toto delle richieste ed anche per le domande di Naspi si registra una diminuzione rispetto al 2018 (-4%) ed una maggioranza delle prestazioni erogate (il 73,8%) con un importo medio (751 e 1259 euro) non in linea con l’aumentato costo della vita”.

“E’ emersa una elevata quantità di prestazioni erogate a causa del blocco delle attività lavorative di molte categorie per applicare le misure di contrasto al Covid a fronte di una grande professionalità comunque dimostrata dall’apparato Inps a organici non completi a causa dei pensionamenti e Quota 100. E’ importante a nostro parere che si giunga all’interno dell’Inps alla separazione fra previdenza ed assistenza perché sono due tipologie di prestazioni completamente diverse. In merito alla vicenda  del clamoroso errore dell’Inps nella Certificazione Unica trasmessa ai soggetti interessati tra cui pensionati, ma anche cassaintegrati e disoccupati auspicheremmo che i costi delle rettifiche non si addebitino agli utenti finali attraverso accertamenti o sanzioni”: elenca Tullia Bevilacqua.

“Sull’annunciato superamento di Quota 100 , che pure ha funzionato nella sua applicazione:   consentendo a livello nazionale a 300 mila lavoratori di andare in pensione, favorendo il ricambio generazionale e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Auspichiamo che la nuova legge non si ripercuota sulle categorie più deboli come le donne, e che comunque si faccia una netta distinzione fra lavori usuranti e altre attività , perché l’aspettativa di vita ed anche la pensione sono legate proprio alle tipologie di lavoro svolto durante tutta la vita”: propone il segretario dell’Ugl dell’Emilia-Romagna.

Sul piano tecnico , Tullia Bevilacqua propone di semplificare per rendere più fruibile e intuitivo il sito web dell’Inps: “Tra gli utenti tantissimi anziani che non sono pratici nell’utilizzo della comunicazione digitale. Ma la questione riguarda tutti gli utenti, giovani e professionisti, visti gli innumerevoli disservizi registratisi in questi mesi per le migliaia di persone che tentavano senza successo di accedere alle varie sezione del portale per inoltrare le domande relative ai sussidi previsti dal governo per far fronte l’emergenza Coronavirus.”

Infine, l’ Ugl Emilia-Romagna informa che terrà alta la vigilanza sull’annunciata riforma degli ammortizzatori sociali: “Cessando gli ammortizzatori sociali con causale Covid-19 e decadendo definitivamente il divieto di licenziamento collettivo e individuale ci troveremmo di fronte ad uno scenario di grave crisi sociale. Auspichiamo semmai una semplificazione burocratica ed un rafforzamento degli apparati pubblici, in questo caso dell’apparato Inps, nella fase di transizione concorsuale tra pensionamenti e nuovi assunti, per sostenere al meglio le sfide che verranno su scala nazionale e regionale”: conclude Tullia Bevilacqua.