Regionali, i candidati del Pd forlivese sono Paolo Zoffoli, Sara Samorì e Rosa Grasso

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(Sesto Potere) – Forlì – 27 novembre 2019 – Il segretario territoriale del PD forlivese, Daniele Valbonesi, questa mattina in conferenza stampa  ha presentato    i tre candidati al consiglio regionale per le elezioni del 26 gennaio 2020: si tratta di Paolo Zoffoli , consigliere uscente, insieme a lui due giovani donne: dell’assessore in carica a Modigliana Rosa Grasso e dell’ex assessore e oggi consigliere  comunale  a Forlì Sara Samorì.

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Per completare la rosa, a questi nomi si dovranno aggiungere i due candidati espressi dal territorio cesenate. Cinque anni fa i numeri erano rovesciati: a Cesena tre candidati del Pd e a Forlì 2.

Valbonesi ha ricordato che s’è arrivati a questi nomi dopo un lungo percorso di ascolto e confronto all’interno del Partito: prima con il coinvolgimento dei circoli, poi con la direzione territoriale e infine in assemblea: “Presentiamo questi nomi in anticipo sugli altri partiti. Sono candidati su cui il Pd punta con convinzione per parità di genere e curriculum. Contiamo su di loro per riaffermare la nostra volontà di riscatto. Sabato si svolgerà la presentazione  ufficiale dei candidati nei circoli, contestualmente alla chiusura del tesseramento ed alla spiegazione del meccanismo di voto”.

Per la cronaca, il 26 gennaio gli elettori  potranno  esprimere fino ad un massimo di due nomi sulla scheda, un uomo e una donna, anche i candidati governatori se presenteranno loro “liste del presidente” non potranno più contare su listini bloccati ma dovranno far correre i propri candidati per la caccia alla preferenza,  si voterà in un’unica giornata.

valbonesi samorì e zoffoli

Fra i primi appuntamenti in agenda dei candidati alle regionali ,  Daniele Valbonesi, ha confermato la presenza del Pd forlivese   sabato 7 dicembre in piazza Piazza Maggiore a Bologna per la manifestazione già annunciata sui social: “Con Stefano Bonaccini, per l’Emilia-Romagna”.

“A  livello locale il partito è compatto sul sostegno a Bonaccini“: afferma  il   segretario territoriale del PD forlivese che fuori sacco, a margine della conferenza stampa, ha parlato anche del nascente movimento delle cosiddette   delle “sardine anti-Salvini” : “la società civile  mette in campo le idee poi tocca alla politica tradurle”.

Poi , oggi in conferenza stampa, la presentazione dei candidati.

Paolo Zoffoli, classe ’52, si racconta così: “sposato e padre di tre figli, nonno di due bellissime bambine, maestro di professione, fungaiolo per passione e amministratore per vocazione.  Una vocazione che nasce nel 1995 quando, chiamato a dare il mio contributo quale ‘membro della società civile’ impegnato in importanti esperienze in campo associativo, mi misi a disposizione della mia città, Forlimpopoli, prima come consigliere, poi come assessore, infine come sindaco per due legislature. Dal 2009 al 2014 sono stato Presidente della Conferenza socio-sanitaria forlivese. Cinque anni fa – prosegue Zoffoli – è iniziato il mio impegno in Regione, eletto in Assemblea legislativa con 7102 preferenze nelle file del Partito Democratico, sono Presidente della Commissione IV Politiche per la salute e Politiche sociali, componente della Commissione I Bilancio e della Commissione speciale d’inchiesta circa il sistema di tutela dei minori nella Regione Emilia-Romagna.  Mi occupo principalmente delle politiche che più conosco e per le quali, in questo percorso, ho maturato più esperienze: sanità e welfare, ambiente e rifiuti, associazionismo e volontariato, cultura, scuola, formazione e lavoro, politiche per la montagna, turismo e marketing territoriale con particolare riferimento all’enogastronomia di qualità, investimenti infrastrutturali e bilancio e riordino istituzionale. Mi reputo, con orgoglio, un Politico anomalo, alle chiacchiere preferisco l’impegno e i fatti. Non mi sono mai risparmiato, impegnandomi sempre al massimo delle mie possibilità, sia per ‘piccoli’ che per grandi temi, disponibile ad incontrare e ascoltare coloro che me lo hanno chiesto, perché come sempre il mio cellulare è a disposizione di tutti. Ritengo infatti che i rapporti umani debbano sempre superare qualsiasi convenienza politica, che il confronto fra diversità sia una ricchezza purché si riesca a fare sintesi per il bene comune, soprattutto oggi in un mondo trasformato e profondamente fragile. Come e più di allora sento la responsabilità di rappresentare un territorio di straordinaria ricchezza, che necessita di continua cura, attenzione e valorizzazione. Per questo, oggi, con nuove e più ampie competenze, consapevole del percorso che il nostro territorio merita, ho deciso di mettermi nuovamente a disposizione del Partito Democratico e dei Cittadini per le prossime Elezioni Regionali del 26 gennaio 2020, con tutto l’impegno e la passione che hanno sempre caratterizzato il mio lavoro. Sempre con la buona politica del ‘fare bene, fare insieme’”.

Sara Samorì ha 40 anni e “nella mia vita ho due grandi passioni: la Storia, a cui appartiene il mio percorso professionale culminato con il conseguimento del Dottorato di ricerca in Storia Contemporanea nel 2011 (laureata in Scienze Politiche a Forlì) e l’esperienza politica a cui mi sono dedicata in questi anni con dedizione e grande passione attraversando due stagioni, due amministrazioni, prima come consigliere di maggioranza e presidente della commissione Pari opportunità del Comune di Forlì, e poi come assessore allo Sport, Eventi istituzionali, Manifestazioni pubbliche del Comune di Forlì – racconta – . Un percorso amministrativo al quale sono approdata dopo una lunga militanza che dura tutt’ora, nel mondo dell’associazionismo, politico-culturale e sportivo.  Nella mia ultima esperienza amministrativa ho dedicato particolare attenzione allo sviluppo di alcuni progetti a valenza aggregativa, sportiva, sociale e, anche attraverso la realizzazione del programma di mandato, a consolidare relazioni, valorizzare e gratificare la mia città e il suo territorio con senso di appartenenza, entusiasmo,    visione. Le politiche in cui credo sono quelle partecipate, fatte di scelte condivise, e che concilino priorità e principi che da sempre caratterizzano quindi valorizzano il nostro territorio. Un lavora di squadra, che dalle politiche più sensibili per il territorio, ambiente, mobilità, infrastrutture, si dedica ad incentivare e rafforzare capisaldi come il lavoro, la cultura, i nostri servizi educativi, l’istruzione, la legalità, le pari opportunità, l’internazionalizzazione da sempre temi fondanti il buongoverno delle nostre comunità. Un territorio locomotiva d’Europa che sa innovarsi attraverso l’acquisizione di finanziamenti europei per aumentare le risorse destinate alla realizzazione di specifici programmi e dove il vero talento, per chi amministra, è quello di amare il prossimo. Che è esattamente ciò che mi ha portato fino a qui”.

E infine Rosa Grasso, che ha 28 anni ed è un architetto libero professionista, dottoranda in Architettura e Cultura del progetto presso l’Università di Bologna e assessore alla Cultura, Turismo e Politiche giovanili presso il Comune di Modigliana. “Ho accettato di candidarmi – spiega – perché tramite la campagna elettorale voglio cogliere l’occasione per confrontarmi con i territori limitrofi, su quella che per me è una necessità fondamentale: in questa epoca storica segnata dall’abbandono del nostro territorio, c’è la forte necessità di unirsi, per facilitare un nuovo ciclo insediativo tramite la cultura e la risposta alle necessità contemporanee.  Credo infatti che sia necessario, non solo garantire quelle che sono le necessità di base dei residenti quali ad esempio gli asili nido, la sanità e l’implementazione dei trasporti pubblici, ma ritengo che sia oggi più che mai necessario costruire una nuova identità delle comunità abitanti, che permetta non solo di sviluppare un maggiore tessuto turistico, ma soprattutto di creare attrattività per giovani e nuovi residenti. Dal 2014 lavoro per trovare strategie che possano agevolare questo modello territoriale, sia come professionista, che come abitante e oggi anche come amministratrice. I primi passi concreti mossi in questa direzione sono stati infatti quelli attuati come assessore nella giunta del Comune di Modigliana: siamo partiti dalla constatazione che il territorio collinare e i suoi centri sono ancora oggi luoghi di comunità, con punti di aggregazione che vogliamo rivitalizzare, territori ricchi di testimonianze e luoghi storici che rappresentano un patrimonio culturale che dobbiamo valorizzare e riprendere. Ci siamo quindi impegnati nel promuovere manifestazioni ed eventi culturali che abbiamo organizzato alla Roccaccia, il luogo storico simbolo della nostra comunità. Questo è solo un esempio per sottolineare che dobbiamo fare crescere anche la consapevolezza delle potenzialità che esprime il nostro territorio, verso il quale richiamare attenzione e investimenti, nella direzione di creare un circuito dei siti storici e culturali del nostro appennino. Che io sia eletta o meno dopo il 26 gennaio, continuerò comunque a lavorare per i territori appenninici, con la speranza di poterlo fare in unione con le altre amministrazioni interessate”, conclude.

 

 

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