Regionali, animalisti in sit-in sotto il Palazzo di via Aldo Moro

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(Sesto Potere) – Forlì – 21 novembre 2019 – Le associazioni animaliste: Animal Liberation ,  LAV Bologna ,  Lega Abolizione Caccia ,  Cruelty Free , Lega del Cane, Progetto PAN,  Di Versi e Voci,  Bologna Animale e Panda Imola,  martedì 19 novembre 2019, hanno promosso un sit-in animalista davanti alla sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna in via Aldo Moro a Bologna.

Nell’occasione è stato  lanciato un duro  atto d’accusa, sono stati portati dati ed elementi a suffragio, con materiali  portati alla conoscenza di tutti i consiglieri e del pubblico, sulla questione dei cinghiali.

“Questa è una Regione filovenatoria. Pochi giorni fa Stefano Bonaccini presidente della Regione è andato a Roma per dichiarare guerra ai cinghiali. Dalla piazza di Montecitorio li ha accusati di essere troppi, essere un grave problema e creare gravi danni, sostenendo quindi le istanze delle associazioni venatorie. Ma non solo il PD: anche Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono partiti fortemente filovenatori. Ma è necessario smascherare questo imbroglio: i cinghiali ci sono perché i cacciatori e i politici loro amici vogliono che ci siano e li vogliono numerosi”: spiegano in una nota e associazioni animaliste.

“I cinghiali, estinti nel nostro Appennino fin dal 1800, ci sono perché i cacciatori li hanno immessi tramite i cosiddetti ripopolamenti.  I cacciatori li hanno ibridati coi maiali per renderli più grossi e prolifici. I cacciatori li pasturano di inverno affinché il loro numero non diminuisca.  Vengono allevati abusivamente e abusivamente rilasciati nell’ambiente.   La caccia aumenta il numero dei cinghiali: numerosi studi scientifici, anche internazionali, lo dimostrano”: affermano le associazioni.

“L’aumento del numero dei cinghiali è un preciso obiettivo del mondo venatorio perché rappresenta una montagna di soldi: nella nostra Regione la caccia ai Cinghiali rende oltre dieci milioni di euro l’anno.   Il lucro sui cinghiali cacciati è il motivo per cui colline e boschi della nostra Regione sono stati trasformati in mega allevamenti all’aperto a costo zero (zero spese di costruzione, manutenzione, manodopera, luce, acqua, cibo ecc.)”: sostengono  Animal Liberation ,  LAV Bologna ,  Lega Abolizione Caccia ,  Cruelty Free , Lega del Cane, Progetto PAN,  Di Versi e Voci,  Bologna Animale e Panda Imola.

Nel  sit-in davanti alla sede dell’Assemblea Legislativa  Regionale  gli animalisti hanno annunciamo al presidente Stefano Bonaccini, all’Assessore Caselli, al PD, a  Lega, a Forza Italia e Fratelli D’Italia che: “Perderanno questa guerra violenta, crudele e unilaterale, perché i cinghiali non sono più soli: tutti noi siamo con loro e li   difenderemo anche con azioni dirette contro la caccia, frapponendoci tra loro e i fucili”.

Martedì sono stati fornite anche alcune informazioni statistiche : i cacciatori sono meno dell’1% della popolazione che in maggioranza è contraria alla caccia. Nell’ultimo decennio in Italia ci sono stati oltre 1.000  tra morti e feriti vittime di incidenti di caccia e tra questi si conta una decina di bambini uccisi.
E solo nei mesi settembre/novembre 2019 ci sono stati 11 morti, di cui un bambino, e 40 feriti , secondo l’Associazione Vittime della Caccia.

Fra le azioni di contrasto anche l’intento degli “animalisti non-specisti” di comunicate agli elettori quali siano i partiti e i politici amici dei cacciatori in vista delle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio 2020.

 

 

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