(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 22 dicembre 2021 – «Ancora una volta il territorio di Reggio Emilia dimostra che le cose si fanno insieme, che le Istituzioni possono e devono favorire le istanze di legalità che giungono dal territorio e dalle persone che in esso operano quotidianamente ».Queste le parole con cui il Prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli ha salutato la firma dell’Addendum ai “Protocolli di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica” sottoscritti in data 19 novembre 2015 e 22 giugno 2016 da tutti i Comuni della Provincia di Reggio Emilia con la Prefettura di Reggio Emilia.

La firma simbolica dell’Addendum al protocollo antimafia per l’edilizia privata è avvenuta in Prefettura lunedì 20 dicembre, alla presenza del Sindaco di Reggio Luca Vecchi, del Presidente della Provincia Giorgio Zanni, dei rappresentanti delle forze dell’ordine operanti sul territorio provinciale e dei sindaci e dei rappresentanti degli enti territoriali video-collegati.

L’Addendum è il culmine di un lavoro di oltre un anno, che ha visto il coinvolgimento degli uffici tecnici di varie Istituzioni della Provincia, di tutti i 42 Comuni reggiani e delle singole Giunte comunali in fase di approvazione, in risposta,soprattutto,al contesto imprenditoriale messo in luce dal processo Aemilia e dal processo Grimilde e come adeguamento ai mutamenti normativi occorsi nel tempo.

In particolare, l’Addendum approfondisce alcune previsioni dei Protocolli antimafia per l’edilizia privata, al fine di migliorarne l’efficacia e semplificarne l’applicazione, specificando le regole di ammissione delle ditte alla white list della Prefettura contro le infiltrazioni mafiose di cui all’art. 1, commi 52-57 della l. 190/2012 e di cui all’art.5 bis del D.L. 74/2012.

«L’Addendum al Protocollo per la prevenzione dell’infiltrazione mafiosa nell’economia legale – ha ribadito il Prefetto Rolli – rappresenta uno strumento fondamentale nel settore dell’antimafia, perché si analizzano, a campione, le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle aziende dell’edilizia privata. Uno strumento davvero determinante e concreto in questo contesto. Il risultato di un lavoro corale e di sintesi tra Istituzioni e Comuni».