(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 21 gennaio 2021 – Il tema del radicamento della ‘ndrangheta, ma anche di altre organizzazioni criminali, nella provincia di Reggio Emilia è seguito con grande attenzione dalla Prefettura, che ha adottato numerosi provvedimenti interdittivi antimafia, attraverso i quali è stato possibile disvelare la presenza nel territorio della provincia di Reggio Emilia di ditte collegate alla criminalità organizzata, per lo più dedite all’edilizia ed all’autotrasporto. Solo nel 2020, sono state adottate quindici interdittive antimafia: risultato di una lunga ed attenta attività investigativa svolta dal gruppo interforze antimafia della Prefettura.

Accanto a tale impegno, in un contesto nel quale condizionamenti esterni hanno arrecato grave pregiudizio agli interessi della collettività è fortemente sentita l’esigenza di interventi che possano restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni e nella vita democratica del Paese.

mafie all’assalto dell’Emilia

Un importante ruolo può essere svolto dall’attività di promozione, diffusione e attuazione dei progetti per la valorizzazione dei beni confiscati in un’ottica di rafforzamento delle politiche di coesione sociale, di sviluppo dell’occupazione, di inclusione, di miglioramento della qualità della vita e di partecipazione democratica.

In questa cornice si inserisce l’istituzione, il 13 gennaio 2020, presso la Prefettura di Reggio Emilia del Nucleo di Supporto per l’attività di affiancamento all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, cui sono stati chiamati a partecipare i rappresentanti delle amministrazioni del territorio e, in relazioni a specifiche tematiche da affrontare, di volta in volta i rappresentanti degli enti territoriali, del volontariato nonché delle categorie professionali o di altri settori ritenuti utili al raggiungimento degli obiettivi posti.

Il Nucleo di Supporto svolgerà la fondamentale attività di affiancamento all’Agenzia Nazionale, non solo ai fini di una efficace amministrazione e tempestiva destinazione dei beni in gestione, ma anche per un effettivo monitoraggio dei beni già destinati.

La Prefettura svolgerà un ruolo di sostegno ai Sindaci nel delicato processo di destinazione dei beni confiscati. Il territorio deve proporre programmi sociali utili a generare quell’impatto culturale e simbolico fondamentale per aiutare un processo di partecipazione e condivisione sociale.

Il Prefetto evidenzia, infine, la centralità, nel complesso degli strumenti di lotta alla mafia, degli istituti di legge che consentono l’aggressione ai patrimoni accumulati dalle consorterie criminali. Fra questi, il sequestro, la confisca e la successiva assegnazione per le finalità previste dalla legge dei beni già posseduti dalla mafia costituiscono un momento fondamentale attraverso il quale le comunità ferite dalla presenza della criminalità organizzata entrano in possesso di nuovi spazi pubblici ove poter far crescere il seme della legalità.