Referendum sull’eutanasia. Biserna: “la vita è sacra sempre nel bene e nel male”

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(Sesto Potere) – Forlì – 20agosto 2021 – Lunedì sono state raggiunge a livello nazionale 500mila firme per il referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia. Il Comitato promotore s’è posto l’obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre, così da consentire – tolte le firme che, come già accaduto in passato, non dovessero essere considerate valide – la convocazione al voto referendario e dare la parola ai cittadini.

A Forlì e comprensorio sono state raccolte più di 2.300 firme.

“Hanno raccolto 2500 firme, contro la vita e per l’eutanasia , e se ne vantano pure. Hanno paura della morte, del dolore e della sofferenza come parte integrante ed essenziale della vita e vogliono scappare quando si manifesta cosi come essa è. Nei fatti dicono: “che schifo, non la vogliamo vedere, facciamo  come si faceva con  gli appestati, confiniamoli al cimitero. No, anzi, visto che noi siamo per i diritti e per le libertà assolute, facciamo in modo che facciano tutto da soli. Noi la morte non la vogliamo neanche toccare. E quindi viva lo stratagemma dell’eutanasia”. Come trionfante e disperata risorsa di un individualismo all’ultimo stadio che si rivolta contro la natura. E chi se ne frega se tra loro c’è chi si rifiuta di uccidersi. Lui deve uccidersi ed è giusto che abbia dei sensi di colpa verso di noi che altrimenti dobbiamo curarlo e fingere di volergli bene!”: a scriverlo in una nota è  l’ex vicesindaco della giunta Balzani,  Giancarlo Biserna, già esponente dell’Italia dei valori e componente del Comitato Forliperbene (nella foto in alto, ndr).

“Si  giustificano dicendo che: “nell’ Occidente evoluto si fa cosi!” Ma come si fa a rinnegare che noi siamo la culla  del cristianesimo, di cui dovremmo essere orgogliosi, visto che è uno dei pochi caposaldi che ci resta? Dite che dovremmo adeguarci alla Svizzera? Dovremo pur capire che bisogna invece  fare il contrario e testimoniare  che la vita è sacra sempre nel bene e nel male. Che poi si debba fare il possibile per non fare soffrire le persone e non massacrarle per tenerle in vita è giusto. Ma non è giusto fare passare il concetto che non ci sono più limiti e barriere al considerare la vita una cosa che quando non funziona più si deve gettare. Peggio, ti devi gettare da solo nel bidone, mentre noi diciamo: “che bravo”.: conclude Giancarlo Biserna.