Recovery Fund, il modello Emilia-Romagna nel WeBinar di Archeoclub d’Italia

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sandra manara

(Sesto Potere) – Roma – 5 febbraio 2021 – “L’Emilia – Romagna è l’unica regione che è riuscita a mettere in campo un progetto di livello culturale altissimo. Si tratta di un progetto nato dal terremoto del 2012 che interessò ben 4 province. Non si riuscivano ad individuare i Beni perché avevano vari nomi ed allora da lì abbiamo fatto una Banca Dati di tutti i nostri beni architettonici tutelati che è stata messa su WebGIS. Le Soprintendenze e gli Istituti del Ministero per i beni Culturali nella Regione coordinati dal Segretariato Regionale dell’Emilia Romagna hanno verificato e censito con estrema  precisione tutti i beni culturali immettendo su questa piattaforma geo – referenziata tutti i siti, architettonici, archeologici, ma anche gli archivi, i beni paesaggistici, gli alberi, corredati anche dai  documenti che si trovano negli archivi delle Soprintendenze come i decreti di tutela, le foto storiche, etc. I Beni Culturali tutelati del l’Emilia – Romagna possono inoltre essere letti anche su diverse basi cartografiche anche storiche. Siamo in presenza di un progetto dall’elevato profilo scientifico, un grande esempio di digitalizzazione che è diventato di supporto per il sito di turismo dell’Emilia – Romagna. Da un episodio devastante si è riusciti a creare una banca data completa. E’ importante perché noi abbiamo tante banche dati che spesso non sono a sistema. Questa Banca dati favorisce l’incrocio tra questi siti ed i sentieri del Turismo Lento. Una vera rete tra la Banca Dati che ha messo insieme tutti i Beni dell’Emilia – Romagna con il Turismo ed in particolare il Turismo Sostenibile. Dal terremoto è nato un bagaglio messo a sistema, diventato un grande strumento a disposizione delle istituzioni preposte alla tutela, ma anche evidentemente del turismo e dello sviluppo economico”.

Mausoleo di Teodorico di Ravenna

Lo ha dichiarato Sandra Manara, nella foto in alto, architetto, Direttrice del Mausoleo di Teodorico di Ravenna che è Patrimonio Unesco e del Palazzo di Teodorico, intervenendo al WeBinar voluto ed organizzato da Archeoclub d’Italia nell’ambito del “Giubileo di Archeoclub d’Italia”. Il tema del WeBinar era : “Il Terzo Settore e Beni Culturali – Prospettive dal Recovery Fund”.

Manara è direttrice dal 2017e si occupa del Mausoleo di Teodorico e del Palazzo di Teodorico a Ravenna, sito interessantissimo perché ospita una testimonianza dell’architettura dell’ottavo secolo e la raccolta dei mosaici più straordinari di Ravenna.

“In Italia c’è necessità di valorizzare i luoghi non dall’alto ma proprio partendo da chi vive questi luoghi. Ed è dalla conoscenza di coloro che vi abitano che nasce proprio la cura. Nell’ambito del Piano Nazionale della Ripresa e Resilienza, il Terzo Settore può fornire un contributo importante.  E proprio cito – ha proseguito Manara –  un altro progetto messo in campo dal Segretariato Regionale dell’Emilia Romagna in occasione dell’EXPO del 2015 che è stato presentato anche nella regione Puglia attraverso la collaborazione delle associazioni di categoria degli agricoltori. Un progetto per valorizzare al massimo i beni culturali partendo dalla necessita di rispondere alle esigenze di manutenzione. Una storia che integra autenticità e sicurezza”.

Palazzo di Teodorico

In Emilia – Romagna si è concretizzato un progetto – pilota esattamente sul territorio della Val Marecchia dove ci sono numerosi siti archeologici, paesaggistici e culturali. Il progetto era partito da una proposta messa in campo dal Segretariato Regionale dell’Emilia Romagna in occasione dell’EXPO del 2015 che è stato presentato anche nella regione Puglia attraverso la collaborazione delle associazioni di categoria degli agricoltori.

“Un progetto per valorizzare al massimo i beni culturali partendo dalla necessita di rispondere alle esigenze di manutenzione. Una storia che integra autenticità e sicurezza. Si tratta di una proposta di collaborazione tra Ministero dei Beni Culturali Terzo Settore, Associazioni di agricoltori e agriturismi e Amministrazioni Pubbliche, per la valorizzazione, sorveglianza, manutenzione degli importanti siti storici e paesaggistici della Valmarecchia.  Grazie a una convenzione ognuno faceva la propria parte. Ad esempio gli agricoltori intervenivano nella manutenzione minima ordinaria di pulizia di questi siti, il Ministero dei Beni Culturali dava agevolazioni, prospettive, per mettere a sistema questi siti fornendo le competenze anche per la loro promozione turistica, l’Amministrazione locale invece provvedeva alla sicurezza.  In Emilia Romagna il progetto attuato in parte e finanziato attraverso i GAL con 10.000 euro. L’idea è stata esportata anche in Puglia dove ci sono emergenze importanti di siti archeologici presenti all’interno di realtà agricole ed è riuscito a mettere a sistema tali siti con il turismo tradizionale.  In questo modo abbiamo unito tre fattori importanti: valorizzazione, promozione, sicurezza”: conclude Sandra Manara.

Dunque, l’Emilia – Romagna è regione che guarda allo sviluppo turistico. Digitalizzazione, valorizzazione, promozione, conoscenza del territorio sono al centro delle politiche di sviluppo economico.