(Sesto Potere) – Forlì – 3 aprile 2021 – Lo straordinario successo della campagna di raccolta fondi Uova di Pasqua appena conclusa dall’Ail Forlì-Cesena (sezione provinciale dell’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) consentirà di coprire per un anno intero i costi del Servizio di assistenza domiciliare ematologica sul territorio provinciale.

Un risultato straordinario raggiunto grazie alla distribuzione di oltre 5.500 Uova, 400 tra Colombe e Colombine Flamigni, a dimostrazione della bontà dell’accordo di collaborazione siglato per la prima volta con la storica azienda dolciaria forlivese, e vari altri gadget.

“La solidarietà eccezionale che la popolazione ha dimostrato nei confronti di Ail permette di garantire all’associazione le risorse necessarie a sostenere il fondamentale supporto di assistenza domiciliare”. A ricordalo è proprio la dottoressa Nives Lombini che dal 2002 si occupa per Ail del Servizio nel comprensorio forlivese. “In tutti questi anni – prosegue – la domiciliare ha dato sollievo e migliorato la qualità della vita di centinaia di persone. In poco meno di un ventennio tutti coloro che hanno beneficiato del servizio sono sempre stati consapevoli dell’importanza che una associazione di volontariato come Ail ha per garantire loro un’assistenza continua e umana dentro le mura domestiche”.

Gaetano Foggetti

Dal 2002 ad oggi, nel Forlivese, sono stati seguiti 986 pazienti, effettuate 6.438 visite domiciliari, 4.540 trasfusioni di sacche di globuli rossi, 801 di piastrine.

Per il Cesenate il Servizio analogo è stato attivato nel 2006 e da allora ha permesso di seguire 635 pazienti, effettuare 1.260 visite domiciliari, trasfondere 3.153 sacche di sangue e 277 di piastrine.
A garantirlo, in questo ambito territoriale, sono le dottoresse Silvia Baroni, Chiara Farnedi e Valeria Armenti.

“E dire che avevamo lanciato la sfida per raggiungere almeno le 4.000 Uova – conclude il presidente di Ail, Gaetano Foggetti -. La generosità dei cittadini ci ha stupito ancora una volta e garantiamo loro che quanto raccolto servirà a migliorare l’assistenza e la cura dei pazienti ematologici”.