Ravenna vuole essere punto di riferimento in Romagna per la Cardiologia

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(Sesto Potere) – Ravenna – 23 gennaio 2020 – Integrazione professionale e unità d’intenti per dare risposte sempre più complete al paziente cardiopatico. Possono essere considerate queste le “parole d’ordine” del progetto Tavi, che conferma l’Ospedale di Ravenna come uno dei punti di riferimento in Romagna per la Cardiologia.

Il progetto è stato presentato il 22 gennaio in conferenza stampa, al “Santa Maria delle Croci”, dal direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti affiancato dal direttore generale del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, dal direttore del presidio Paolo Tarlazzi, dal direttore del Dipartimento cardiologico dell’Ausl Giancarlo Piovaccari, dai primari di Cardiologia e Anestesia Rianimazione di Ravenna, rispettivamente Andrea Rubboli e Maurizio Fusari e dalla dottoressa Ilaria Panzini (Ufficio Ricerca dell’Ausl Romagna) nonché dai tanti medici, infermieri e operatori che collaborano al progetto.

Il progetto Tavi riguard la cardiologia intervenitstica relativa alla stenosi valvolare aortica calcifica (SAo). Questa è una patologia molto comune nei Paesi occidentali, tipica soprattutto delle fasce d’età più avanzate. Si tratta di una valvulopatia cronica evolutiva che porta progressivamente allo sviluppo di insufficienza cardiaca. Si stima che il 4 per cento della popolazione ultrasettantacinquenne ne resti colpito, con un picco del 5 per cento nei pazienti over 90.

Dottore in ospedale

Per prevenire danni irreversibili al muscolo cardiaco, la valvola aortica danneggiata va sostituita chirurgicamente con una protesi meccanica o biologica, intervento che però è spesso gravato da un elevato rischio operatorio, data l’età avanzata dei pazienti e la frequente concomitanza di altre patologie. Da circa un decennio esiste una modalità terapeutica alternativa: l’impianto percutaneo di una valvola aortica biologica (TAVI). Si tratta di una tecnica meno invasiva e rivolta attualmente ai pazienti con stenosi aortica severa non trattabili con intervento cardiochirurgico convenzionale.

La tecnica prevede, in primo luogo, l’identificazione del rischio operatorio del paziente affetto da SAo, in modo da poterlo indirizzare verso la scelta terapeutica che possa garantire il miglior rapporto rischio/beneficio. Il giudizio sul rischio e di conseguenza la scelta dell’approccio TAVI viene stabilito mediante discussione collegiale di ogni singolo caso da parte di un team multidisciplinare (comunemente definito Heart Team), secondo criteri chiaramente dettati da linee guida nazionali e regionali.

Il “Progetto TAVI” dell’Ausl Romagna prevede che il paziente selezionato venga avviato ad un percorso decisionale che prende avvio nelle diverse Cardiologie aziendali in collaborazione con la Cardiologia di “Maria Cecilia Hospital” di Cotignola (MCH), nell’ambito del meeting condiviso dell’Heart Team. Il paziente candidato a TAVI viene quindi ricoverato nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna il pomeriggio precedente il giorno fissato per l’intervento per il necessario percorso pre-operatorio, ed il giorno dell’intervento viene trasferito presso la Cardiochirurgia di MCH dove verrà sottoposto alla procedura da parte dell’equipe di emodinamisti e cardioanestesisti aziendali, appositamente formati ed in possesso di clinical competence acquisita presso MCH stessa. I tre emodinamisti aziendali che eseguono gli impianti TAVI hanno infatti seguito un percorso di training che prevede l’utilizzo degli strumenti su simulatori e la partecipazione ad impianti di protesi presso MCH. Gli anestesisti hanno consolidate esperienze professionali curriculari acquisite anche in importanti centri cardiochirurgici italiani ed esteri.

ospedale ravenna

Al termine della procedura il paziente viene trasferito in ambiente intensivo cardiologico per la sorveglianza del decorso postoperatorio e il mattino seguente viene rivalutato dal medico cardiologo che ha effettuato l’intervento e che ne giudica la trasferibilità presso l’Ospedale di Ravenna, dove poi rimane ricoverato fino alla dimissione o al trasferimento nella Cardiologia territoriale di origine.

In considerazione del fabbisogno calcolato al momento attuale in circa 120 TAVI l’anno di pazienti afferenti presso le Cardiologie della Ausl della Romagna, vengono attualmente effettuate 2 procedure/settimana (auspicabilmente 3 in un prossimo futuro). Dall’inizio del progetto (luglio 2019) sono stati effettuate con successo 46 interventi.

Il dottor Busetti ha evidenziato l’importanza “della collaborazione tra pubblico e privato, ed il fatto che questo progetto dimostra, una volta in più il rilievo dell’Ospedale di Ravenna nella rete delle strutture dell’Ausl Romagna”.

Il dottor Venturini ha a sua volta sottolineato che “questo progetto sta ottenendo importanti risultati che meritano di essere resi noti. Questa con l’Ausl Romagna è una importante collaborazioni con la sanità pubblica e con le istituzioni, che si affianca ad altri importanti progetti che come gruppo portiamo avanti”.

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