(Sesto Potere) – Ravenna – 8 marzo 2022 – Presentato – a cura del vertice Ausl – in conferenza stampa il progetto di ampliamento del Pronto Soccorso all’Ospedale di Ravenna. I lavori avranno inizio entro il mese di marzo e si protrarranno fino a luglio 2024, prevedendo 4 macrofasi di intervento, la principale si concluderà in settembre 2023 con il completamento dell’ampliamento che permetterà a sua volta l’esecuzione dei lavori anche all’interno dell’attuale PS.

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna è una struttura progettata agli inizi degli anni 2000, che aveva a riferimento un numero di accessi significativamente inferiore; vi è stato negli anni un incremento percentuale degli accessi pari a circa il 20% rispetto all’inizio degli anni 2000 (oltre 20.000 accessi/anno in più), sin ad arrivare a quelli attuali che sono circa 100.000 all’anno. Inoltre, le caratteristiche dei pazienti che vi accedono sono mutate nel corso degli ultimi decenni: agli inizi degli anni 2000 gli accessi erano caratterizzati infatti prevalentemente da eventi acuti, traumatologici; oggi siamo di fronte a un progressivo invecchiamento della popolazione che si caratterizza per la cronicità, fragilità sociosanitaria e polipatologia, che comporta tempi di processazione del caso più lunghi, oltre che una maggiore complessità assistenziale e che oggi rende il PS meno responsivo in termini strutturali e organizzativi. A tale situazione si è aggiunto l’effetto dirompente della pandemia: durante l’emergenza sanitaria, infatti, l’assetto della Medicina d’Emergenza-Urgenza si è molto modificato, avendo dovuto gestire malati critici infettivi, continuare a garantire cure a persone non infette ed evitare, per quanto possibile, contaminazioni.

Da allora si è proceduto tramite: interventi tesi ad aumentare la capacità recettiva e la sicurezza dei percorsi del PS e riorganizzazione degli spazi interni. Alcuni ambulatori e studi sono stati prontamente ristrutturati al fine di rendere più razionali i percorsi e migliorare, per quanto possibile, il comfort dei pazienti in attesa (costruzione di un pre-triage all’ingresso del PS e una separazione dell’area di triage al fine di dividere i percorsi di accesso dei pazienti a basso e a medio/alto rischio; implementazione di due ambulatori aggiuntivi nell’area a basso rischio e allestimento di un ambulatorio per le evoluzioni a codice giallo; realizzazione di un doppio accesso all’ambiente OBI alternativamente da parte di entrambe le aree a basso e medio/alto rischio al fine di fornire flessibilità in base alle esigenze del momento).

Importanti lavori di ristrutturazione presso l’Ex Rianimazione e l’Ex OBI (prossimi al PS), che hanno ampliato di circa 800 mq lo spazio a disposizione dei pazienti in attesa di ricovero da Pronto Soccorso, con un aumento di 24 posti letto di Admission and Discharge Room, e la possibilità di utilizzare un box di isolamento con pressione negativa. L’attivazione di questi spazi ha migliorato i tempi di boarding e sepimentato i percorsi in ospedale, riducendo sia i tempi di ricovero, sia il numero di pazienti presenti all’interno degli spazi del PS, specie in open space.

Gli interventi attuati nel breve termine hanno rappresentato tuttavia soluzioni compensative che non sono pienamente sufficienti per fornire risposte adeguate alle gravi criticità esposte.

Dal punto di vista strutturale, occorre infatti sottolineare che l’analisi approfondita tecnicofunzionale dei flussi e degli accessi, unitamente alle specificità di cui tener conto per affrontare le emergenze epidemiche o pandemiche (che ci si aspetta essere ricorrenti ogni 5-10 anni da indicazioni del Ministero della Salute) hanno evidenziato la necessità di ampliare il numero delle postazioni dell’area a media complessità e dei posti letto di OBI, nonché le aree di attesa.
Risulta inoltre cogente prevedere una conformazione strutturale tale per cui sia possibile articolare i percorsi, le aree di attesa e di visita in spazi separati e/o impiantisticamente separabili e di dimensioni congrue alle necessità, nell’ottica di dare risposte adeguate ai pazienti con diversi livelli.

Il nuovo Pronto Soccorso quindi presenterà tre principali flussiuno dedicato al percorso COVID (o comunque percorso infettivi) o da utilizzare quale polmone per i periodi dei picchi a cui è storicamente e periodicamente soggetto il pronto soccorso di Ravenna (stagionalità, influenza etc..), uno alla media e all’alta intensità e uno alla bassa intensità e fast-track ortopedico. Infine, si è ritenuto necessario prevedere di ricavare anche una zona dedicata alla diagnostica per la sola attività del PS, essendo oggi presente solo una piccola sala di radiologia.

Il progetto prevede un ampliamento di circa 800 m², da realizzarsi, data la conformazione dell’edificio, attraverso una nuova costruzione in cui collocare l’area della media complessità (ove sono stai ricavati anche due box isolati) nonché di un’area da dedicare esclusivamente a pazienti covid, ricavandovi ulteriori due box isolati (entrambe tali aree erano necessitanti in modo rilevante di maggiori postazioni e dunque maggior superficie rispetto all’attuale situazione), per complessivi 32 posti, contro i 14 posti oggi disponibili; la riconversione dell’attuale camera calda di circa 500 m² da dedicare alle aree di attesa e triage separate per percorsi ad alto rischio infettivo e percorsi “puliti” e l’area ambulatoriale a bassa intensità, ove è previsto anche l’ambulatorio da dedicare anche all’integrazione territoriale; la modifica essenzialmente impiantistica dell’area di circa 400 m² ove attualmente sono collocati i codici gialli – al fine di prevedervi l’area OBI che passa da 8 posti letto a 12 posti letto secondo le indicazioni regionali, mantenendo un box isolato – e infine prevede la conseguente rivisitazione del layout delle restanti aree del PS per complessivi 1400 m², che saranno dedicate all’area dell’alta intensità (l’area codici rossi può ospitare fino a 4 pazienti), alla Radiologia di emergenza (radiologia tradizionale, TAC e sala ecografica), al Fast Track ortopedico che sarà dotato di un ambulatorio chirurgico e alla zona riservata al personale e ai locali di supporto oltre che quelli, più riservati, per pazienti soggetti a violenza, piuttosto che per pazienti agonici); infine sarà realizzata una nuova camera calda di circa 240 m².

Il progetto prevede anche un intervento al piano seminterrato, dove si prevede di collocare lo spazio per le barelle oltre che i locali tecnici e dove è in previsione il progetto di dedicare una zona allo spogliatoio del personale; tale piano seminterrato sarà collegato mediante un ascensore che nello sviluppo futuro rappresenterà anche il collegamento con i piani soprastanti. Il progetto complessivo infatti contempla anche la possibilità di prevedere una sopraelevazione della vecchia camera calda per tre livelli, prevedendo un ampliamento del blocco operatorio con due sale, una da dedicare all’infetto e una di tipo ibrido e un ampliamento della terapia intensiva per ulteriori 8 posti letto.

Il nuovo assetto vede dunque le seguenti dotazioni: area di accoglienza dedicata con monitor; area bassa intensità posizionata in adiacenza all’ingresso e sperata dunque dal resto dell’attività, dotata di tre ambulatori, di cui uno dedicato alla pediatria, area attesa barellati dedicata oltre che ambulatorio per piccola chirurgia; aumento significativo dei posti dedicata alla media complessità (da 14 si passa a 32); area infetti dedicata; alta flessibilità funzionale e impiantistica che permette un uso progressivo delle aree anche in prospettiva di eventi infettivi; area diagnostica dedicata che oltre a ridurre i tempi di attesa evita i flussi dei percorsi verso la radiologia; aumento area codici rossi (da 3 a 4 ) e area di lavoro del personale dedicata e riservata