Ravenna, presentato nuovo Bilancio Sociale Unibo

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(Sesto Potere) – Ravenna – 16 gennaio 2020 – È stato presentato questa mattina con un incontro al Campus di Ravenna il nuovo Bilancio Sociale dell’Università di Bologna. Il documento – arrivato alla sua settima edizione – raccoglie un rendiconto sistematico dell’investimento in attività di ricerca, didattica e terza missione dell’Alma Mater e traccia in modo coerente le azioni attuative che hanno portato l’Ateneo a perseguire gli scopi istituzionali alla luce dei vincoli e delle risorse disponibili.

Da alcuni anni, la presentazione del Bilancio Sociale viene ospitata nei diversi campus della Romagna, e oggi è arrivata a Ravenna. L’incontro – che si è tenuto nell’Aula Tumidei di Palazzo Corradini – è stato aperto dai saluti del rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini, del sindaco di Ravenna Michele De Pascale e della presidente del Campus di Ravenna Elena Fabbri. I dati del Bilancio Sociale sono poi stati illustrati da Angelo Paletta, delegato a Bilancio, programmazione strategica e innovazione di processo dell’Alma Mater.

A seguire si è svolta una tavola rotonda dedicata ai rapporti tra la comunità universitaria e i diversi attori del territorio, che ha visto presenti Alessandro Pompili, vice presidente del Consiglio degli Studenti, Marco Chimenti, direttore generale di Confindustria Romagna, Marcello Tonini, direttore generale dell’Azienda Usl di Rimini, Ernesto Giuseppe Alfieri, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, e Lanfranco Gualtieri, presidente della Fondazione Flaminia.

Grazie al suo distintivo modello di governance Multicampus, che permette di coniugare le strategie di Ateneo con le esigenze locali degli studenti e delle comunità territoriali, l’Università di Bologna riconosce in tutti i suoi Campus il principio di responsabilità sociale come un valore fondante del proprio agire e un imprescindibile dovere di trasparenza verso la comunità dei propri stakeholder.

“Il valore della nostra comunità così ampia e diffusa – ha dichiarato il rettore Francesco Ubertini – è di essere capace di agire a livelli profondi della società, là dove ormai non sembrano poter agire né stimoli ideologici né convinzioni politiche, aspirando ad essere un modello di convivenza degli individui che nasce dalla forza dei saperi e dalla loro reciproca interazione, senza pregiudizi e anzi con la capacità di abbattere i pregiudizi”.

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