(Sesto Potere) – Ravenna – 5 maggio 2021 – La presa in carico globale del paziente oncologico in età avanzata si delinea ormai come imprescindibile nella gestione e nella cura della popolazione dell’Emilia-Romagna, una delle regioni più «attempate» del nostro Paese (circa un quarto della popolazione ha più di 65 anni).

Si tratta di pazienti complessi, per i quali formulare una terapia adeguata richiede interventi strutturati in modo multidisciplinare, che forniscano ai diversi medici specialisti coinvolti dati chiari e misurabili di fragilità e uno spazio stabile di confronto.

Per questo è nata da tempo all’interno dell’AUSL della Romagna una collaborazione per creare percorsi di cura e progetti di formazione e ricerca, che abbiano come finalità proprio quella di studiare modelli di gestione per questi pazienti, che rappresentano una parte rilevante dell’attività clinica. A livello internazionale si sono sviluppati negli ultimi anni alcuni centri di eccellenza dedicati alla cura di questi pazienti, e sul loro esempio l’AUSL della Romagna, assieme all’IRCCS «Dino Amadori», all’Istituto oncologico romagnolo (IOR) e all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, ha deciso di sostenere un progetto innovativo dedicato a pazienti anziani affetti da tumore.

Sede Irst

Il progetto, tra i primi in Italia nel suo genere, verrà coordinato dal prof. Giampaolo Ugolini, direttore della Chirurgia di Ravenna, dal dr. Stefano Tamberi, direttore ff dell’Oncologia di Ravenna, e dal prof. Riccardo Audisio (Università di Liverpool, Università di Göteborg), da anni leader mondiale nel campo della geriatria oncologica.

Obiettivo del Centro sarà quello di definire gli interventi in modo «multiprofessionale», inquadrando cioè il paziente in tutte le sue necessità e impostando di conseguenza il percorso assistenziale in modo personalizzato.

Per garantire una reale presa in carico il Centro creerà un collegamento tra l’assistenza ospedaliera e quella della medicina territoriale: a ciascuno la sua cura, ovunque si trovi. Lo scopo di questo progetto è dunque quello di strutturare un percorso dedicato e standardizzato, che parta dai presidi ospedalieri di Ravenna e Faenza e attraverso la collaborazione con IRCCS, IOR e Università di Bologna realizzi un modello innovativo di ricerca e sviluppo sulla salute pubblica che non ha precedenti nel nostro paese.