Ravenna, lettera delle ‘nuove BR’ anche al sindaco De Pascale

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(Sesto Potere) – Ravenna – 10 novembre 2020 – Lettera firmata dalle “Nuove Brigate Rosse” indirizzata anche al sindaco di Ravenna Michele de Pascale che – come lui pure il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, e di Rimini, Andrea Gnassi – è stato fatto oggetto di minacce con riferimento a possibili attacchi terroristici.

De Paascale

“Una settimana fa mi è arrivata una brutta lettera che contestava, con minacce, le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 firmata “Brigate Rosse”. Ho fatto immediatamente una segnalazione alle autorità competenti, che ringrazio di cuore per la professionalità e la correttezza del loro operato.
La medesima lettera è arrivata anche ad altri miei colleghi Sindaci a cui va la mia più assoluta solidarietà.
Voglio ringraziare e rassicurare i tanti che mi hanno espresso parole di affetto e vicinanza. Non sono nè preoccupato nè intimorito, ho piena fiducia nelle Forze dell’Ordine e di Polizia e sento la piena solidarietà della nostra comunità. Non alimentiamo in nessun modo l’odio e la violenza, comprendiamo la preoccupazione e a volte la disperazione per la salute e per il lavoro e impegniamoci tutti a limitare in ogni modo il contagio e a fare quanto possiamo per aiutare chi è in difficoltà economica. Forza, il vaccino è all’ orizzonte, non molliamo adesso”: commenta lo stesso sindaco de Pascale.

Commenta con un post Alessandro Barattoni, segretario provinciale del Partito democratico di Ravenna: “La comunità democratica si stringe al fianco di Michele de Pascale e degli altri primi cittadini raggiunti in queste ore da lettere minatorie firmate da “Le Nuove Brigate Rosse” e gli esprime solidarietà e vicinanza. È davvero intollerabile che si creda di poter intimidire i sindaci in questo terribile momento. Gli autori minacciamo attacchi e contestano le norme restrittive per contrastare la pandemia. Il nemico da combattere è il virus non le amministrazioni.Dobbiamo essere tutti uniti di fronte alla crisi che stiamo vivendo e che cerchiamo di fronteggiare in ogni modo come cittadini e con le istituzioni. La difficile situazione sociale ed economica non può degenerare in atti vili e vergognosi come questo che, in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo, rischiano di convogliare in modo deleterio la sofferenza e le difficoltà delle persone”.