(Sesto Potere) – Ravenna – 11 novembre 2021 – Un medico di medicina generale emiliano-romagnolo che, come hanno rivelato oggi le autorità competenti, è stato arrestato perché avrebbe finto di vaccinare alcuni suoi pazienti in modo da fare ottenere loro il green pass a cui non avrebbero avuto diritto.

L’uomo, un 64enne di Ravenna convenzionato con l’Asl Romagna, è stato arrestato con le accuse di peculato, falso ideologico e corruzione: sono 79 le certificazioni verdi da lui rilasciate che l’autorità giudiziaria ha messo sotto sequestro preventivo.

In molti casi, secondo l’accusa il green pass sarebbe stato rilasciato a persone che non solo non erano assistiti del medico, ma addirittura non risiedevano a Ravenna e nemmeno in Emilia-Romagna.

I controlli fino ad ora effettuati non hanno rilevato alcuna risposta anticorpale nei soggetti che il dottore aveva dichiarato di aver sottoposto a profilassi.

l’assessore donini

Inoltre, il medico ha compromesso un’ottantina di dosi di vaccino per averle conservate a temperatura ambiente.

“Se le accuse fossero confermate, saremmo di fronte a una vicenda gravissima, che offende l’intera comunità dell’Emilia-Romagna. C’è da essere sdegnati per questo comportamento irresponsabile, sprezzante nei confronti di una popolazione che da quasi due anni, tra lutti, dolori familiari, enormi sacrifici economici sta faticosamente risalendo la china per ritrovare la normalità”:  esprime la netta condanna a nome della Regione l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

“Questi comportamenti, se confermati, sono totalmente incompatibili con la nostra sanità, quella che ogni giorno, con dedizione e professionalità, assicura a tutti i cittadini il loro diritto alla salute. Auspico- ribadisce l’assessore- che la giustizia faccia rapidamente il suo corso e, se l’impianto accusatorio sarà confermato, che ci sia una condanna esemplare per un’azione che non ammette alcuna giustificazione”.

Intanto, l’assessore regionale alle Politiche per la salute ha chiesto che venga immediatamente ritirata la convenzione e che si valuti, da parte dell’Asl Romagna, ogni azione legale sul piano penale e civile a supporto del lavoro dell’Autorità giudiziaria.