(Sesto Potere) – Somaglia (Lodi), 24 novembre 2021 – Rapina in A1 Autostrada Milano Napoli, all’Autogrill di Somaglia est, alle 4.40, quando la commessa – in turno di notte da sola nell’esercizio aperto al pubblico – è stata affrontata da tre banditi a volto coperto che, armati di taglierino, si sono fatti consegnare l’incasso dell’area di servizio: circa 500 euro. Dopo la rapina la donna ha accusato un malore e s’è reso necessario l’intervento del 118. Superato lo choc non c’è stato bisogno del ricovero. Sull’episodio indaga la polizia stradale di Guardamiglio.  

Sul caso interviene Pino De Rosa, coordinamento nazionale pubblici esercizi autostradali, (nella foto in alto con il segretario generale Capone), con una nota che a seguire pubblichiamo:

“Proviamo a parlarne, prima che diventi un fatto di cronaca nera. Anche perché di incidenti sul lavoro se ne stanno registrando troppi e tornano poco utili le “indignazioni” postume. E’ il caso della rapina notturna dell’autogrill Somaglia est, a 20 giorni circa da un caso analogo nell’area di servizio di Villoresi (autostrada A8), sempre coltello alla mano, ed a tanti altri numerosi casi che sono diventati in un certo senso “ordinari” da un po’ di anni.

Il cliché è sempre molto simile: rapinatori che piombano di notte in un locale di somministrazione in autostrada, un solo operatore notturno (il più delle volte una donna e spesso di giovane età), la paura, il furto di poche centinaia di euro e via tutto come prima. Qualche volta l’atteggiamento dei malviventi è più “pacifico” qualche altra più violento. Il lavoratore (più spesso la lavoratrice) inerme e da solo!

L’unica cosa a protezione del lavoratore è il dispositivo “uomo a terra”. Un attrezzo di plastica da tenere attaccato alla cintura che si attiva quando va in posizione orizzontale (cioè quando uno cade a terra) che è però dotato di un paio di pulsanti che il lavoratore può premere per richiedere soccorso. Per esempio quando ha davanti uno che gli punta un coltello! Si aggiunga che l’attrezzo, sappiamo per esperienza, che sovente non funziona per pile scariche o altre motivazioni. A Somaglia est (per fare un esempio) proprio pochi giorni prima dei fatti la Rappresentante Sindacale UGL, che è anche Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Antonietta Del Duca aveva proprio rilevato il malfunzionamento dell’attrezzo che era stato prontamente riparato dalla Direzione del locale. Meno male!

rapina

Rimane a nostro avviso inconcepibile che di notte, in un locale anche di grandi dimensioni, ci possa essere un solo lavoratore notturno. Fino a poco più di 5 anni fa, a Somaglia est non vi era il mono-presidio notturno ed i lavoratori, sotto la pressione aziendale, a sua volta preoccupata del costo lavoro nelle ore notturne non supportato dagli incassi, cedettero alla notte in solitaria. All’epoca non era presente la nostra sigla nel punto di vendita. Nel locale di fronte, Somaglia ovest, non c’è mai stata la notte in solitaria (fatta eccezione per il periodo Covid – condizionato) né il pericolo che ci fosse. Nel locale successivo a Somaglia est sulla tratta verso la barriera di Milano ci fu un momento di tensione sindacale, e qui era presente UGL, contro l’ipotesi di ridurre ad 1 il presidio notturno, e la determinazione dei lavoratori scongiurò la cosa. Lavorano ancora in due notturni.

In quella circostanza però ricordo che UGL aveva chiesto un incontro in Prefettura. Ci furono interlocuzioni telefoniche ma……..non ci fu mai! I lavoratori dovettero fare da soli trovando solo nella medicina del lavoro di quel territorio la opportuna sensibilità.

Potremmo portare tanti esempi per far capire che il problema c’è.
La tragedia non ancora. Sarebbe il caso di prevenirla. La presenza di un secondo operatore notturno forse di per se non scongiura la possibilità di rapine ma di certo è un elemento ulteriore per la sicurezza dei lavoratori.

Sul tema lo scrivente coordinamento aveva anche prodotto un documento inviato al Ministero dei Trasporti nel corso del 2019 (Ministro la on. De Micheli) nel quale (nell’ambito di un contributo complessivo sul tema delle concessioni autostradali) si poneva a chiare lettere la problematica del lavoro notturno in solitaria proponendo anche soluzioni di mediazione, stante la comprensione delle difficoltà delle aziende concessionarie in termini di costo del lavoro, che prevedessero per esempio la sterilizzazione delle royalties dovute alle società autostradali da parte delle aziende di somministrazione nelle ore notturne e la previsione di un’apertura notturna non in tutte le aree di servizio. Di contro l’obbligo di non avere nelle fasce orarie notturne meno di due operatori in turno. Anche in questo caso, sebbene numerosi solleciti, non si è mai avuta risposta.

Il problema c’è, lo ribadiamo, non senza segnalare che in alcune piccole aree di servizio (per esempio quella di San Benedetto sulla CISA) di notte il distributore non è nemmeno presidiato da un benzinaio e quindi si sta verificando il caso che nel cuore della notte potrebbe esserci una sola lavoratrice in mezzo ai monti, in splendida solitudine. Come UGL ci attiveremo ancora ma la stampa può aiutare a diffondere un allarme che spero abbia il valore di una messa in mora per tutti!”.