Ragni (Forza Italia): “I pensionati forlivesi i più poveri dell’Emilia-Romagna”

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(Sesto Potere) – Forlì – 6 dicembre 2019 – “Tra i tanti indicatori socio-economici di come la Romagna sia penalizzata c’è anche quello delle pensioni. I  pensionati romagnoli dichiarano una media di reddito inferiore a quella regionale, con  i pensionati forlivesi e cesenati che sono i più poveri, ultimi in classifica fra le nove province dell’Emilia-Romagna. Ed i pensionati forlivesi sono i più poveri in assoluto, con  448 euro in meno rispetto a quelli bolognesi,  i più ricchi, che vantano un importo medio mensile   di 989 euro. Lo dice in una recente statistica Unioncamere regionale,  dunque dobbiamo crederci.  E questa statistica ovviamente non ci soddisfa, serve un patto per la riqualificazione contributiva”:  a indicare il quadro previdenziale locale è Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia, candidato nel collegio di Forlì-Cesena per gli azzurri alle regionali del 26 gennaio 2020.

Il suo intervento nel corso del convegno:   “Difendere le pensioni attuali e future; un impegno per le famiglie” organizzato venerdì pomeriggio, presso la sala Nassirya , a Palazzo della Provincia, dalla componente Seniores di Forza Italia.

Nell’occasione era presente anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri  che ha inserito Forlì nel suo tour in Emilia- Romagna con le tappe a Bologna, Ferrara e Lugo a sostegno della campagna per le prossime elezioni regionali.

E proprio il candidato forzista alle elezioni regionali del 26 gennaio 2020 , Fabrizio Ragni, ha  parlato  della posizione del partito sul tema pensioni, su Quota 100,  e  le  aspettative di vita e di riposo dal lavoro.

“La questione pensioni, che riguarda 16 milioni e 100mila italiani ,  1,27 milioni di persone in Emilia-Romagna,  di cui 125.510 a Forlì-Cesena, è stata silenziata per troppo tempo. Prima i governi di sinistra hanno bloccato l’adeguamento delle pensioni al tasso d’inflazione. Poi il governo del premier  Conte   ha prorogato tale ingiustizia con i suoi alleati del Movimento 5 stelle e ha pure compiuto un esproprio proletario istituendo un prelievo forzoso sulle pensioni più alte. In soldoni  :  è stata sottratta ad oltre 5 milioni di pensionati la perequazione delle pensioni, per un importo di oltre 3,5 miliardi. Insomma, si fa cassa sulla pelle dei lavoratori. Del resto, che dire di un partito di governo che ha come capo Beppe Grillo che propone di togliere il diritto di voto agli anziani e dunque  ai pensionati?!”: ha ricordato Fabrizio Ragni.

“E le ingiustizie non finiscono qui. Dal 2013, con le ultime manovre economiche si è introdotto un meccanismo applicabile a tutti  con il quale viene incrementata automaticamente l’età pensionabile in relazione all’aumento della speranza di vita.  Risultato? In Italia  l’età per accedere alla pensione (67 anni) è tra le più alte in Europa. Inoltre, per far risparmiare le finanze pubbliche , nel nostro Paese vengono corrisposti assegni previdenziali più bassi che nel resto d’Europa”: elenca Fabrizio Ragni.

“In più, sopportiamo un problema grave , che incombe sulle giovani generazioni. I ragazzi, i nostri figli, iniziano a lavorare sempre più tardi e in maniera spesso discontinua, così accumulando “vuoti” contributivi. Con il risultato che non soltanto andranno in pensione a un’età più avanzata ma soprattutto percepiranno  assegni previdenziali più bassi”: aggiunge il candidato alle elezioni regionali di Forza Italia.

“Oggi si parla di  quota 41, ovvero: si propone per andare in pensione un totale di  41 anni di contributi. Ma anche questa volta c’è chi,  come per esempio il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, ritiene che vi siano persone che possono uscire più tardi e altre prima dal mondo del lavoro, in base a non meglio precisati coefficienti di gravosità e distinte  categorie professionali. Noi siamo tra quelli , invece, che riteniamo che   41 anni di contributi siano più che sufficienti per tutti a prescindere dall’età e dal lavoro svolto. Tutti i mestieri sono ugualmente usuranti dopo 41 anni.  Non vi pare?!”:  accusa Fabrizio Ragni, che porta un esempio concreto.

 “E invece no! L’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, uomo di fiducia del governatore uscente Bonaccini ,  pochi mesi fa aveva ammesso candidamente che anche in Emilia-Romagna nei prossimi 2-3 anni, quando la sanità pubblica sarà in difficoltà e per sopperire alle carenze di personale e   se i concorsi dovessero andare deserti , si potrebbero richiamare negli  ospedali i medici in pensione. Anzi, l’assessore di sinistra ha ammesso  che in alcuni casi gli  sarebbe anche piaciuto trattenere già i medici in pensione! Questo è l’approccio della sinistra.  Una sinistra che  vorrebbe trattenere  i pensionati sul luogo di lavoro sine die”: continua il candidato forzista alle elezioni regionali.

“Ma la civiltà di un Paese – conclude Fabrizio Ragni – si misura dall’attenzione che riserva ai suoi anziani, è una questione vitale in una società che invecchia e che dovrebbe invece valorizzare queste risorse.  Il governo restituisca il maltolto : il mancato adeguamento delle pensioni al tasso d’inflazione  e  si offra ai nostri pensionati il giusto diritto a vivere in serenità la parte più delicata della loro vita

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