Quota 100, Bevilacqua (Ugl E-R): “Garantire i nuovi posti di lavoro”

(Sesto Potere) – Bologna – 17 gennaio 2019 – Quasi due milioni di pensionamenti, con una età media di poco inferiore ai 60 anni, e un assegno mensile medio di 2mila euro lordi , con un ritmo di 200mila lavoratori in pensione ogni anno, ed una flessione  subito dopo il varo della legge Fornero: è questo il dato statistico di  chi ha lasciato il posto di lavoro per raggiunti limiti d’età in Italia negli ultimi 10 anni. 

Tullia Bevilacqua

Un quadro destinato a cambiare nel 2019, con l’arrivo di ‘Quota 100’, ovvero la possibilità di ritirarsi dal lavoro con 62 anni di età e almeno 38 di contributi versati.

“Apprezziamo che finalmente e  con coraggio si sia proceduto a cambiare una legge iniqua ingiusta , come la Fornero, una norma che aveva  creato lo ‘scandalo’ degli  esodati:  quei lavoratori che avevano deciso di lasciare il lavoro in anticipo, beneficiando di un indennità provvisoria, firmando il licenziamento volontario e usufruendo dell’indennità di mobilità   trovatisi improvvisamente in un limbo: senza pensione, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali”:  commenta Tullia Bevilacqua , segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato Ugl.

Il governo prevede un balzo fino a 360mila unità e l’Ufficio parlamentare di bilancio   parla addirittura di 437mila lavoratori interessati da Quota 100, di cui 212mila che avrebbero un assegno a calcolo misto e 224mila solo con il retributivo, più vantaggioso.

Con un  totale di pensionamenti per il 2019 che potrebbe essere di 620mila persone tra assegni di vecchiaia (59mila), anticipo pensionistico (54mila) e lavoratori precoci (70mila) nel primo anno di applicazione, che libererebbero altrettanti posti di lavoro.

Ma secondo  Il Sole 24 ore, i beneficiari potrebbero essere molti di meno, circa 350mila il primo anno.

La maggior parte dei pensionati saranno  di alcune zone del Nord Italia, ovvero l’area del Paese dove si trovano  più titolari delle pensioni di anzianità e in particolare:  Lombardia, Piemonte ed  Emilia Romagna. Sempre in Emilia Romagna (che vanta un milione e 500mila pensionati con  un reddito medio di quasi  17mila euro l’anno) , assieme a  Calabria e Trentino,  il maggior numero di pensioni assistenziali , compresi  gli assegni sociali.
Pur in un quadro di fondo che vede al Sud il doppio degli assegni di invalidità rispetto al Nord.

“ La nostra attenzione, adesso,  come sindacato sarà per verificare gli automatismi che potrebbero scattare per  garantire a fronte dei pensionamenti  altrettanti nuovi posti di lavoro. E in particolare, seguiremo l’accesso alla Quota 100 per i dipendenti pubblici in base a regole e tempi diversi dal settore provato proprio per  garantire il ricambio delle risorse tra uscite e assunzioni.  Come vi sarà la nostra massima attenzione per le categorie come  docenti e personale Ata che si sono visti inibire l’accesso a Quota 100  nel 2019. A fronte di altre, per esempio quella dei medici e dei dirigenti sanitari,  :  almeno 25 mila unità , che utilizzeranno questa uscita pensionistica”: aggiunge  il segretario Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

Non tutti i possibili beneficiari, però, sfrutteranno Quota 100. Anche perché i disincentivi ci sono: dal taglio degli assegni al divieto di cumulo.

“In generale, auspichiamo che la riforma,  se verrà  emanata in forma di decreto , venga convertita in Legge  nei 60 giorni successivi , con relativi decreti applicativi , così da consentire alle persone che si trovano nelle condizioni di accedere effettivamente  a Quota 100    e consentire alle aziende di tradurre nella pratica la pianificazione delle nuove assunzioni  previste in rapporto ai nuovi pensionamenti .   Auspichiamo, altresì che si faccia chiarezza sul decreto Poletti che prevedeva per i  lavoratori gravosi (tipo:  le maestre d’asilo, i conducenti di gru, i conduttori ferrovieri, i facchini, nonché gli spazzini e tutti i lavoratori agricoli …) la riduzione di 5 mesi rispetto alle aspettative di vita, con l’Inps che  ha emanato una circolare nel dicembre del 2018, valida soltanto per il 2019, ed alcuni problemi tecnici (non c’era un apposito canale dove presentare le domande) che erano stati riscontrati”: conclude il segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato Ugl, Tullia Bevilacqua.

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