(Sesto Potere) – Bologna – 28 gennaio 2022 – Nei giorni scorsi la volante dell’U.P.G.S.P. della Questura di Bologna interveniva nel quartiere Bolognina su segnalazione da parte di una signora che era preoccupata perché dal giorno precedente non riusciva a mettersi in contatto con un suo caro amico.

Gli operatori di polizia intervenuti raggiungevano la signora e facevano accesso presso l’abitazione dell’amico dove rilevavano purtroppo che il signore era deceduto per cause naturali.

La signora, nei giorni immediatamente successivi all’episodio, faceva pervenire all’attenzione del Questore di Bologna,  Isabella Fusiello, una lettera in cui, riferendosi agli operatori di Polizia intervenuti nella triste circostanza, esprimeva gratitudine per la professionalità e la sensibilità dimostrata nei suoi confronti dagli agenti.

Di seguito il testo della lettera:

Isabella Fusiello

 “Nei giorni scorsi è accaduto purtroppo, un evento luttuoso nella mia vita, che ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato. In quell’occasione, è prontamente arrivata sul posto la volante. Si trattava di entrare in un appartamento in cui, con molta probabilità, un mio amatissimo amico, anzi lo definirei un congiunto, poteva essere in grave difficoltà. Purtroppo, il pronostico infausto si è rivelato corretto. Il dolore, l’incredulità, lo sgomento in questi casi dominano la razionalità e ci si sente incapaci di qualunque azione. Ma io, non ero sola. Al mio fianco c’erano loro, quei ragazzi in divisa che erano lì per me. Preparati, consapevoli, esperti, hanno provveduto all’espletamento di ogni azione con grande competenza, senza improvvisare, ma con passi mirati e dedicati.

Nulla è stato affidato al caso. Tuttavia, ciò che mi ha maggiormente colpito, sono stati il garbo, la delicatezza, il riguardo riservati alla mia persona e alla circostanza. I ragazzi, non solo hanno svolto il loro dovere con impegno, ma lo hanno fatto facendo trapelare profondo senso di umanità, valore aggiunto che si acquisisce, ma che è intrinseco nella natura e nell’anima di pochi. Chi indossa la divisa sa che dovrà donare abnegazione e sacrificio e tutto ciò sarebbe già più che sufficiente. Quando però a questo si aggiunge il patrimonio personale di valori che scaturiscono dal vissuto e dalla storia di ognuno, quelle divise diventano l’orgoglio di noi tutti, l’orgoglio del Paese. Quei ragazzi, lo hanno rappresentato appieno. Per questi motivi, a loro e a tutti voi che silenziosamente ci siete sempre, va la mia profonda gratitudine.”.