Quartieri, il “no” del Partito Comunista di Forlì-Cesena alla riforma Zattini

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Giovanni Puggioni

(Sesto Potere) – Forlì – 17 luglio 2020 – Nei giorni scorsi l’assessore Andrea Cintorino ha presentato la proposta di riforma del decentramento voluta dalla giunta comunale forlivese di centrodestra guidata dal sindaco Zattini. Dopo 50 anni c’è l’idea di accorpare gli attuali 42 Comitati di quartiere cittadini in cinque macro zone, modificando anche le modalità di voto: si parla di 14 consiglieri eletti dal Consiglio Comunale in base all’attuale composizione politica presente in consiglio. Con riduzione degli eletti ed anche rinunciando al principio della rappresentatività di base: nei Quartieri fino ad oggi sono votati dai cittadini i più rappresentativi, i più amati, i più impegnati sul territorio, al di là del colore politico. Tutti scelti anche per la disponibilità ad offrire tempo, impegno e idee con spirito del tutto volontaristico.

Giovanni Puggioni

Una proposta – quella avanzata dalla giunta Zattini – che non piace al Partito comunista della Federazione di Forlì-Cesena, che con una nota inviata ai mass media da Giovanni Puggioni , ritiene: “Indefinibile ed irricevibile l’atteggiamento di questa giunta comunale forlivese che dopo le “fatiche” finora registrabili, di illuminare inutilmente i campanili della città e di assegnare 7 aree per sgambatoi per i cani, per conquistare l’attenzione dei cittadini di Forlì non trova di meglio che decidere che i comitati di quartiere sono inutili e sopprimibili , o , al massimo, sostituibili con generici comitati di zone formati da vassalli e paggetti da loro scelti ed a loro deferenti”.

E ciò mentre si conferma nella vicina Cesena, con una giunta di centrosinistra, il voto tradizionale per i Consigli di Quartiere, a settembre, in concomitanza con il referendum Costituzionale, evidenzia il Partito comunista di Forlì-Cesena.

il sindaco di Forlì, Zattini

“Se i Comitati di quartiere svolgono seriamente il loro compito di primo ascolto della cittadinanza, l’intera comunità avrà solo da riscontrare vantaggi senza bisogno di straparlare di telecamere, microspie o illuminazioni propagandistiche per controllare ciò che noi comunisti non permetteremo venga controllato. Cioè la libertà.  Se i comitati di quartiere confermano il loro impegno di solidarietà e volontariato , come ben sa il sindaco Zattini, allora la distribuzione di mascherine, ad esempio,  potrà avvenire senza impegni gravosi per gli uffici comunali”: afferma il Partito Comunista che ricorda come abbia da anni seguito e partecipato a diverse iniziative dei comitati di quartiere di Forlì per esempio la raccolta fondi del Comitato di quartiere Romiti a favore dei terremotati del centro Italia, oppure sempre del Comitato di quartiere Romiti l’interessamento e la profusione di iniziative e fondi a favore di una bambina immigrata bisognose di urgenti cure mediche. 

“Se i Comitati di quartiere, inoltre, deliberano all’unanimità, come fatto oramai da un anno dal Comitato di quartiere Romiti, che un’area verde del quartiere debba essere intitolata all’8a Brigata Garibaldi Romagna, allora la giunta comunale ha il dovere di ascoltare e mettere in pratica la volontà dei cittadini. Volontà sostenuta da noi del Partito Comunista, espressione di eterno rispetto al martirio ed al sacrificio di una Brigata Partigiana Comunista che ha combattuto perchè fascisti e nazisti insieme impedivano agli italiani , con menzogne e violenza, qualunque libertà. Impedimenti che hanno lugubre somiglianza con gli attuali atteggiamenti di chi vuole eliminare i Comitati di Quartiere. Fummo contro allora, saremo contro ora e sempre”: conclude il Partito comunista Federazione di Forlì-Cesena.

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