Quanto ha inciso la pandemia sul comparto dei mezzi pesanti in Emilia Romagna? Studio Continental

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(Sesto Potere) – Bologna – 30 giugno 2021 – Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Continental, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale. Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti in Emilia Romagna, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro* del parco circolantein Regione e nelle singole province.

Emilia Romagna lieve il calo di immatricolazioni autobus

Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. L’Emilia Romagna fa registrare la stessa percentuale negativa con il -14,8% di nuove targhe. A livello provinciale, solo due province segnano una crescita (Ravenna e Ferrara con il 32,2% e il 3,4%); tutte le altre mostrano il segno meno, con il picco del 35,8% a Bologna.

Uno scenario simile si presenta per il trasporto persone dove le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (-31%). La Regione anche in questo caso registra una diminuzione, ma piuttosto lieve, pari solo al 2,5%. Quattro le province in crescita, con Rimini che arriva a +140%. Dalla parte opposta della classifica, invece, Forlì, con un crollo dell’89,7%.

L’Emilia Romagna è tra le regioni con più autocarri elettrici e ibridi

Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), ibridi ed elettrici (0,1% ognuno). In Emilia Romagna la seconda fonte di alimentazione dopo il gasolio (all’89,59%) è invece il metano, che sfiora il 5%, seguita dal benzina al 3,32%. Sopra l’1% il benzina e gas liquido, sotto invece elettrico e ibrido. Nonostante le percentuali molto basse (0,24% e 0,20%), l’Emilia Romagna è una delle Regioni con più mezzi elettrici e ibridi del Paese. In tutte le province l’ibrido si attesta allo 0,2% tranne nel caso di Forlì e Ferrara, dove scende allo 0,1%. Stesso schema per l’elettrico che ovunque rimane sullo 0,1% tranne a Reggio Emilia dove arriva all’1,1%.

Il parco autobus nel nostro Paese registranel 202099.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%). Sotto l’1% rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido.

Anche in Emilia Romagna il gasolio è il tipo di alimentazione più diffusa, ma a differenza della maggior parte delle regioni italiane, rimane sotto il 90% (85,2%). Segue poi il metano con 12% e il benzina e gas liquido all’1,3% (percentuale più alta a livello nazionale). Sotto l’1%, elettrico, ibrido e benzina. Tra le fonti alternative l’ibrido è presente solo a Bologna con 1,6%, e sempre nel capoluogo l’elettrico fa registrare la percentuale più “alta” (1%).

Un autobus su quattro ha massimo 5 anni

La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9%), seguita dai 15-20 anni (17,9%) e 20-30 anni (15,7%).

Stesso panorama di percentuali anche in Emilia Romagna: 19,4% per la fascia 10-15 anni, 17,7% per la successiva e 15,6% per i veicoli 20-30enni. La percentuale di autocarri più vecchi, che superano i 40 anni, (3,4%) è di pochissimo superiore alla quota di veicoli di massimo un anno, e nettamente inferiore se si considera anche la fascia di mezzi di massimo 2 anni (7,4%). Tra le province, la più vecchia è Ferrara con un 4,4% di ultraquarantenni. Quella più giovane è invece Bologna, che supera l’8% con la fascia 0-2 anni.

Considerando il parco autobus nel nostro Paese, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante (54,4%).

traffico in autostrada, auto, camion

Oltre il 20% degli autobus in Emilia Romagna superano i 20 anni, mentre quelli più giovani di massimo 5 anni sono oltre il 25%. Considerando le medesime fasce di età, Rimini è la provincia con i mezzi più vecchi con il 37% di ultraventenni, Ferrara quella con più veicoli di oltre 40 anni (6%). Per contro Piacenza e Reggio Emilia hanno la fascia più ampia di nuovi autobus di 5 anni di età (29,2% e 29%).

Categorie Euro 5 e 6 superano quelle più datate

Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8% del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3%).

Il 35,3% degli autocarri in Emilia Romagna è Euro 5 e 6, e il 29% di categorie più datate. È Bologna la provincia più virtuosa, con oltre il 40% di veicoli poco inquinanti, mentre Ferrara registra il 33,2% di veicoli Euro 0,1 e 2.

In Italia la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6% del totale.

Con percentuali molto simili tra di loro la somma di Euro 5 e 6 in Emilia Romagna arriva a 48,3%, mentre le categorie più datate si fermano al 38,4%. A Parma e Modena gli autobus meno inquinanti superano la metà del parco circolante (55,6% e 53,8%). Rimini registra la quota più alta di mezzi Euro 0 e 2, entrambi sopra il 18%, e oltre il 57% del parco rientra nelle categorie euro 0-3.

A conferma di ciò, si può constatare a livello nazionale che i mezzi più recenti (Euro 5 ed Euro 6) sono più diffusi nelle regioni del Nord e del Centro Italia.