(Sesto Potere) – Roma – 7 novembre 2022 – L’immagine dell’Italia che emerge dalla ventiquattresima edizione del Rapporto annuale sulla qualità della vita elaborato da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, (la più completa tra le analisi che si pubblicano in Italia) è quella di un Paese che è uscito dalla pandemia da Covid 19 sempre più divaricato tra un Nord che ha saputo dimostrare buone doti di resilienza e un Sud dove si manifestano sempre più gravi sacche di disagio personale e sociale.

L’attuale versione dell’indagine indica che gli effetti della pandemia sono terminati, siamo tornati grossomodo alla situazione del 2019. Ma il Sud segna un tracollo, sotto molti aspetti.

Bolzano

Nel Rapporto del 2020 si evidenziava che l’ondata di pandemia non aveva ancora impattato con tutta la sua forza al Sud, con il passare degli anni l’ondata di Covid è arrivata anche lì allo stesso livello di problematicità delle altre regioni, ma ora si può riscontrare che nelle regioni del Mezzogiorno la mortalità è più elevata. E questo può essere spiegato anche dal fatto che le strutture sanitarie sono a un livello più basso.  

Nella classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali), giunta alla 24ª edizione, Trento (nella foto in alto) riguadagna il podio, grazie agli eccellenti piazzamenti conquistati in quasi tutti gli ambiti considerati: è nel gruppo di testa in otto dimensioni su nove.

In seconda e terza posizione nella classifica di ItaliaOggi , salgono di un gradino rispetto alla scorsa edizione, rispettivamente, Bolzano e Bologna; Firenze scala due posti, conquistando il quarto posto, e Milano resta stabile al quinto. Bel balzo da parte di Siena (da 12ª a sesta classificata), mentre Parma, prima lo scorso anno, scivola alla settima casella della classifica generale. A concludere la tot-ten, ci sono: Pordenone, Trieste e un’altra città emiliana (la terza nella top ten): Modena, che si piazza sul decimo gradino. 

Al fondo della classifica di ItaliaOggi , invece, troviamo i “soliti noti” che si muovono su e giù senza grandi scossoni: subito sopra Crotone troviamo in discesa Siracusa (106 da 104) e Caltanissetta (105 da 101), e in lieve risalita Napoli (104 da 106).

Tra le province che hanno perso più posizioni c’è Torino, che diventa 54ª, perdendo 35 posti (era 19ª). Bene Como (+30, da 62ª a 32ª); Pesaro Urbino (+26, 30ª da 56ª) e Rimini (+24, 37ª da 61ª).

Bologna

Al contrario la provincia di Forlì-Cesena che quest’anno si piazza al 25esimo posto nella classifica generale,  guadagnando 12 posizioni. 

Scorrendo la classifica di ItaliaOggi balza all’occhio uno dei fenomeni rilevati da quest’ultima indagine: la netta spaccatura tra Centro-Nord, da un lato, Sud e Isole, dall’altro, in particolar modo rispetto agli eventi recenti. Nessuna provincia meridionale o insulare, infatti, è nel gruppo delle 32 di testa.

Altra conferma del crescente allontanamento tra le due parti del Paese è data dal fatto che tra le città che hanno fatto balzi in avanti nella classifica generale (cioè che hanno guadagnato più di dieci posizioni), la città più a Sud è Pesaro Urbino, che passa dalla 56esima alla 30esima posizione, tutte le altre sono più a Nord.

Aspetto interessante quest’anno della classifica di ItaliaOggi è anche la buona tenuta delle città metropolitane, soprattutto quelle del Nord che, a parte Torino scivolata a metà classifica, si piazzano tutte ai primi posti.

 Crotone, anche quest’anno ultima classificata, che identifica le province del Mezzogiorno con diverse criticità in molti degli aspetti relativi alla qualità della vita. La provincia è nel gruppo di coda in sei dimensioni su nove (affari e lavoro; ambiente; istruzione e formazione; reddito e ricchezza; sicurezza sociale; tempo libero).