Qualità dell’aria in Emilia-Romagna: luci e ombre

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(Sesto Potere) – Bologna – 30 maggio 2020 – Riduzione del 71% del biossido di azoto e di circa il 50% dei composti organici volatili e ammoniaca nel 2018 con 2 anni di anticipo rispetto le previsioni. Purtroppo dati meno positivi riguardano gli ossidi di azoto e il particolato, la cui riduzione stimata al 2018 è rispettivamente del 25% e 33%.  Per il PM10 i settori più deboli nell’attuazione risultano il traffico e l’agricoltura e per gli NOx principalmente agricoltura e industria.

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Questi alcuni dati contenuti nel primo bilancio del Piano aria integrato regionale (Pair 2020), approvato nel 2017, delle misure messe in campo nei 30 Comuni dell’Emilia-Romagna, capoluoghi compresi, firmatari del documento.

Per la riduzione delle emissioni in atmosfera e quindi della tutela della salute la Regione ha finanziato con 300 milioni di euro interventi su trasporti, energia, combustione di biomasse, agricoltura ed attività produttive e che prevedono strumenti di pianificazione e programmazione.

Ovvero, piani per la riduzione del traffico e più aree verdi, nuove ciclabili e aree pedonali nelle città, potenziamento e ammodernamento del trasporto pubblico, con autobus nuovi ed ecoincentivi per rottamare i veicoli più inquinanti e promuovere la mobilità elettrica.

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In percentuale il 18% delle oltre 90 misure previste dalla Regione per migliorare la qualità dell’aria già concluse e il 74% ancora in corso in Emilia-Romagna. Quelle programmate sono l’8%.

“Abbiamo agito con una accelerazione importante sul fronte della mobilità sostenibile. Ne sono un esempio le azioni previste dal ‘bike to work’ che incentivano quanto più possibile l’uso della bicicletta per spostamenti casa-lavoro. Sarà altrettanto interessante valutare nel medio periodo l’impatto dei bonus sull’edilizia e l’efficientamento energetico previsti dal governo e gli impatti dello smart working sulla mobilità” afferma in una nota Irene Priolo, assessore regionale all’ Ambiente.

Per la corretta attuazione del piano la Regione punta anche sulla comunicazione e informazione ai cittadini e a tutti i portatori di interesse, nella convinzione che il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria dipendano anche dalla consapevolezza di ognuno di noi degli impatti del nostro stile di vita.

A questo proposito, tra le iniziative della Regione, oltre agli incontri con i Comuni, le  associazioni di categoria e dei consumatori, si segnala la campagna di comunicazione ”Liberiamo l’aria” che raccoglie i dati di qualità dell’aria e gli atti dei 30 Comuni firmatari con il sito  e i canali social dedicati e gestiti da Arpae.

Nello stesso periodo di azione del Pair 2020 stanno trovando attuazione
anche i piani delle altre Regioni, in particolare di quelle che contribuiscono di più
all’ inquinamento del bacino padano quali Lombardia e Veneto.

Ad oggi sono in corso in corso studi a più livelli che ci diranno se e quanto il lockdown e il conseguente blocco pressoché totale del traffico abbia inciso sulle componenti della qualità dell’aria in Emilia-Romagna.

“Certo è che questi dati ci indicano la necessità di continuare ad agire su alcune misure relative a traffico, riscaldamento domestico, alcuni settori dell’agricoltura e dell’industria”: conclude l’ assessore regionale all’ Ambiente Irene Priolo.

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