Qualità della Vita: Forlì-Cesena è al 29° posto. Il commento di Fratto

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(Sesto Potere) – Forlì – 5 dicembre 2020 –  A seguire pubblichiamo una nota del Presidente della Provincia di Forlì-Cesena e Sindaco di Bertinoro, Gabriele Antonio Fratto, in merito alla recente rilevazione della qualità della vita in Italia pubblicata da ItaliaOggi e curata dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. La provincia di Forlì-Cesena perde qualche posizione in classifica rispetto all’anno scorso (era 21^) aggiudicandosi quest’anno il 29° posto.

“Non si può governare una comunità complessa come quella della Provincia di Forlì-Cesena, composta da 30 Comuni equamente suddivisi fra il comprensorio forlivese e quello cesenate, riuniti in 3 Unioni dei comuni, senza avere un occhio costantemente puntato agli indicatori economici, sociali e ambientali del territorio. Tali indicatori, definiti di benessere equo e sostenibili (BES), sono, giustamente, inclusi tra gli strumenti di programmazione e di valutazione della politica economica del Paese e di quella locale. Il tema della misurazione del benessere degli individui e della società non è mai stato così indagato come quest’anno, soprattutto da parte delle provincie che, in collaborazione con l’Istat, hanno lavorato sul paradigma del BES, anche esplorando le potenzialità ancora inespresse dei loro giacimenti informativi amministrativi e non solo e dei comuni. Il « BES delle province », perciò, si accredita sempre di più come uno degli strumenti più importanti per la costruzione di indicatori territoriali per la governance di area vasta.

Sulla stampa locale è stato dato ampio rilievo all’ottimo posizionamento della nostra Provincia riferito al 2019.

Ricordo che 7 indicatori statistici su 11 ci danno sopra la media nazionale, confermando complessivamente la buona qualità della vita nel territorio provinciale. Tra queste dimensioni, particolarmente positiva è quella relativa al lavoro e alla conciliazione tempi di vita, tema quanto mai rilevante nella società italiana, sul quale siamo decisamente impegnati, in considerazione anche dell’ evidenti conseguenze negative sulla vita dei cittadini causate dall’emergenza sanitaria.

Gli indicatori di questa dimensione (tassi di occupazione/disoccupazione, differenze di genere), presentano dati confortanti, pur nella consapevolezza della necessità di un continuo miglioramento. Dati positivi anche nelle dimensioni salute, istruzione e formazione, con indicatori molto buoni che si riferiscono al livello di competenza alfabetica e numerica degli studenti, e con una bassa percentuale dei cosiddetti “neet”, e nelle dimensioni relative al benessere economico, alla sicurezza e alla qualità dei servizi.

Segnalo che le dimensioni sotto la media italiana sono quelle delle relazioni sociali, del paesaggio e del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’innovazione. Nella dimensione relazioni sociali, gli indicatori sulla disabilità (cioè la scarsa presenza di alunni disabili nelle scuole del territorio provinciale) contribuiscono in maniera decisa a rendere questa dimensione inferiore alla media nazionale e non è sufficiente la buona diffusione delle associazioni no-profit per riportarla in positivo. Anche la dimensione che riguarda il paesaggio e il patrimonio culturale merita un approfondimento all’interno dei suoi indicatori: le misurazioni delle sole aree verdi vincolate al Codice dei Beni culturali o dei visitatori degli istituti statali di antichità e arte, rendono il dato statistico inferiore alla media nazionale, nonostante la presenza di Musei importanti come i Musei del San Domenico. La dimensione che riguarda l’ambiente, inoltre, risente negativamente negli indicatori che misurano la qualità dell’aria, vista la particolare posizione geografica della nostra Regione, situata nella pianura Padana; emergenza che deve essere affrontata e non più rinviabile.

Nel confronto con il dato regionale, invece, sono 4 le dimensioni in cui siamo sopra la media; particolarmente favorevole è la dimensione della salute che contempla indicatori molto positivi sulla speranza di vita e sulla mortalità di alcune malattie. I dati delle dimensioni istruzione/formazione e sicurezza appaiono ancora positivi. Per quanto riguarda il tema della sicurezza è stato rilevato il fatto che il nostro territorio ha sviluppato una sufficiente propensione alla denuncia. Particolarmente rilevante è il tasso di mortalità per incidenti stradali, inferiore alla media regionale, ma sempre importante, e su questo dobbiamo ancora lavorare.

Fra le dimensioni sotto la media, quella del benessere economico colpisce particolarmente: ben 5 indicatori su 7 presentano un dato inferiore alla media regionale e sono quelli sui redditi e le pensioni di basso importo. Dato che ci deve far riflettere. La dimensione che presenta un valore più basso in assoluto è quella sull’innovazione, la ricerca e la creatività: i singoli indicatori (mobilità dei laureati, occupati nelle imprese culturali, imprese operanti in settori altamente tecnologici e specialistici) sono di gran lunga inferiori alla media regionale. Si tratta, perciò, di un ambito sul quale focalizzare l’attenzione.

Quindi gli indicatori BES, legati alle indagini ministeriali sull’intero territorio nazionale, restituiscono un quadro che consentono alla Provincia di piazzarsi al 29 posto nella classifica delle Province italiane. Un risultato che ci inorgoglisce, ma che, ritengo, debba spingere tutti gli attori, pubblici e privati, a ragionare come sistema per costruire un modello integrato di sviluppo territoriale ancora più efficiente ed efficace utile ad affrontare il cambiamento imposto dalla pandemia. A partire dalle indicazioni che ci vengono fornite da questo studio è necessario condividere, prima di tutto fra noi attori istituzionali, le chiavi di lettura per affrontare adeguatamente la complessità dei problemi a cui dobbiamo e dovremo dare risposta. Saremo in grado di confermare gli importanti risultati che ci accreditano solo se sapremo lavorare tutti insieme. La Provincia non farà mancare il suo impegno.”